Milinkovic-Savic Lazio 17-18 Foto unitedsverige

Milinkovic-Savic, il padre: “Juventus? Sarebbe la squadra perfetta per Sergej, avrebbe la possibilità di migliorare. Sul Real Madrid…”

Nikola Milinkovic, ex calciatore e allenatore, padre della stella della Lazio Sergej Milinkovic-Savic, ha rilasciato un’intervista a Tuttosport, parlando del futuro del figlio e della possibilità di approdare alla Juventus, per poi compiere il salto definitivo verso il Real Madrid, che ha offerto, come vi abbiamo raccontato in un’esclusiva del 16 giugno, 8 milioni più bonus al giocatore ed è pronto a mettere sul piatto 150 milioni per la Lazio. Ecco le sue parole: “Sergej alla Juventus? Sarebbe la squadra ideale, perfetta per lui. A Torino, in una grande società prestigiosa e plurititolata come quella bianconera che da anni domina la scena, avrebbe la possibilità di crescere e migliorare ancora sino ad arrivare alla piena maturità. Dopo tre stagioni a Roma, Sergej conosce alla perfezione il campionato italiano, si è ambientato e integrato alla grande, ha imparato bene la lingua. Con giocatori di altissimo livello come i vari Dybala, Douglas Costa e compagnia lui potrebbe vincere lo Scudetto, la Coppa Italia e dare un importante contributo per trionfare in Champions League. La Juve va sempre molto lontano in questa competizione. E se dovesse conquistare la Coppa più prestigiosa, Sergej potrebbe anche ambire al Pallone d’Oro. Solo se giochi una grande del calcio europeo puoi figurare tra i candidati al Pallone d’Oro… . Real Madrid? In Spagna potrebbe andare dopo i 25 anni, quando come ho detto avrà completato la sua maturazione calcistica in Italia. Proprio come ha fatto Zidane… Torino? Mi piace la città, è più tranquilla, più vivibile e più a misura d’uomo rispetto a Roma. Meno di un milione di abitanti contro oltre 3 milioni. La differenza c’è: si vede e si sente…”. Per me Sergej è un mix fra Zidane e Ibrahimovic. Una combinazione esplosiva fra la sua straordinaria tecnica e il suo strapotere fisico. Un dominatore. Non vedo in lui punti deboli. Non c’è giorno in cui i media di tutta Europa non parlino di lui. Ma posso garantire, gli ho parlato al telefono l’altro giorno, che Sergej mantiene i piedi ben piantati per terra e non si lascia condizionare dal… canto delle sirene: italiane, spagnole, inglesi”.

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