Ultimo aggiornamento: sabato 19 settembre 2020 09:31

MELEGONI, QUANDO IL TALENTO CONTA PIÙ DELLA SFORTUNA

15.09.2020 | 15:36

Filippo Melegoni e il Genoa presto si legheranno. Una scommessa quella dei rossoblù, che daranno fiducia e una seconda occasione ad un ragazzo in cerca di una rivincita. Nella sua breve carriera, Melegoni ha già dovuto affrontare lo spettro di un grave infortunio che gli ha tarpato le ali proprio sul più bello, praticamente all’inizio del suo percorso tra i professionisti. Un vero peccato un per uno dei gioielli del vivaio dell’Atalanta, notoriamente tra i più prolifici del calcio nostrano, capace di bruciare le tappe e imporsi precocemente sui palcoscenici che contano. Lo dimostra, oltre la trafila in tutte le giovanili della Nazionale, il suo esordio in Serie A a soli 17 anni, il 22 gennaio 2017, nel match casalingo contro la Sampdoria. In quella stessa partita, contemporaneamente, sbocciava un altro talento, ora punto di riferimento della retroguardia dell’Inter: Alessandro Bastoni. Due carriere parallele: Bastoni ha spiccato il volo, Melegoni lo ha dovuto “rimandare” per lottare contro il fato avverso. La stagione 2018-19, quella in cui tra le fila del Pescara avrebbe trovato il giusto spazio per la consacrazione definitiva, è stata infatti condizionata da un grave infortunio che ha spezzato sul più bello l’ascesa del centrale bergamasco. Un calvario lungo 242 giorni, a causa della rottura del crociato anteriore del ginocchio rimediata in Nazionale U20, durante il match con la Svizzera. Un colpo basso da parte del destino che ha rischiato seriamente di compromettere il futuro di Melegoni, costretto anche a saltare il Mondiale U20 degli azzurrini, in cui certamente avrebbe messo in mostra il suo talento. Ma il meglio deve ancora venire e Filippo spera di essersi messo il peggio alle spalle. Classe ’99, Melegoni è un interno di centrocampo, all’occorrenza anche regista davanti alla difesa. Ottima tecnica di base, prototipo del centrocampista moderno: longilineo ma abbastanza strutturato con i suoi 186 cm di altezza, l’inserimento e il tiro dalla distanza sono le sue attitudini; piedi buoni, soprattutto il destro, qualità che gli consente di essere anche un buon tiratore per i calci piazzati. La sfida più grande, quella di ogni calciatore che ha subito un infortunio del genere, è adesso quella di tornare ai suoi livelli: confermarsi, riscattarsi e riprendere il filo del tempo che si era spezzato.

Foto: Instagram personale