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Marotta-Juve, i retroscena e lo strappo da luglio. Zidane ha una sola idea

Tra Beppe Marotta e la Juve il rapporto si era incrinato da fine giugno, inizio di luglio. Pochi giorni prima Fabio Paratici aveva rinnovato, quasi in extremis, il contratto in scadenza. Non perché fosse in bilico la sua conferma, c’è grande considerazione verso il direttore sportivo destinato a un salto di qualità, ma evidentemente perché si stavano facendo valutazioni parallele sull’attuale, ormai ex, amministratore delegato. Il lavoro di Marotta è fuori discussione, la divergenza su certe situazioni anche. Nell’operazione Ronaldo lo stesso dirigente ha dato grandi meriti ad Andrea Agnelli, quasi come se fosse un modo per recuperare uno strappo ormai sancito e – come adesso è noto – certificato dalle recenti decisioni. Ma, occhio, non più tardi di pochi giorni fa, Pavel Nedved – rampante in casa Juve – aveva totalmente attribuito a Paratici l’ideazione e la concretizzazione dell’affare CR7, pur essendoci stato l’avallo del presidente. Se ci fate caso, una bella differenza, quasi l’anticipazione di una svolta in corso. Più poteri a Paratici, fine del grande ciclo Marotta. Quanto a Zidane, oggi ha una sola idea: allenare. Ha vinto tutto con il Real, si è concesso una pausa, ripartirà presto. Dove lo vedremo sarà più chiaro fra non molto. Ma dietro la scrivania, oppure con ruoli diversi rispetto alla panchina, Zizou non riesce a vedersi. Fino a prova contraria che oggi non c’è.

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