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Marchisio e la Juve, storia di un grande amore finito. Nell’ultimo anno…

I grandi amori possono finire, nella vita ma anche nel calcio. E ha fatto parecchio rumore, in quest’ultimo giorno di mercato, l’addio di Claudio Marchisio alla Juventus dopo ben 25 anni. Un lungo addio, che sostanzialmente parte da quel maledetto 17 aprile 2016, quando al Principino venne diagnosticata la rottura del legamento crociato. Si sa: avere il primo grande infortunio a 30 anni purtroppo può avere esiti nefasti sul prosieguo della carriera. Inutile negarlo, Claudio da quel momento in poi, anche dopo essere tornato a disposizione di Allegri, non è più riuscito a riproporsi ai livelli di una volta. Una squadra come la sua Juve, evidentemente, non poteva permettersi di impiegarlo con continuità in assenza di un passo competitivo. La scorsa stagione nel complesso Marchisio aveva accumulato appena 12 presenze da titolare, sarebbe stato l’ultima scelta a centrocampo anche quest’anno, ecco perché probabilmente la risoluzione del contratto è stata la scelta migliore. Anche per un ragazzo, che a 32 anni, può legittimamente sperare di ritornare a calcare le scene con continuità. Eccezion fatta per la breve parentesi all’Empoli in prestito, nell’annata 2007-08, Claudio in vita sua ha indossato soltanto i colori bianconeri, una seconda pelle: 389 le gare ufficiali disputate con la maglia di Madama,37 gol e 42 assist, in bacheca i 7 mitici scudetti, 4 Coppe Italia e 3 Supercoppe italiane. Marchisio dice addio alla sua Signora.

 

 

Foto: Twitter Juventus

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