Mancini Atalanta

MANCINI, IL GIGANTE DALLA TECNICA PURA: L’ATALANTA HA SCELTO BENE

Un certo Seneca (filosofo romano che, purtroppo per lui, il calcio non l’ha mai conosciuto) diceva che “la fortuna non esiste, esiste solo il momento in cui il talento incontra l’occasione”. In questa storia il talento si chiama Gianluca Mancini e l’occasione ha il nome e le sembianze dell’Atalanta. Il club bergamasco nel pomeriggio di ieri ha ufficializzato l’acquisto a titolo definitivo di questo giovane difensore centrale, prelevato dal Perugia e lasciato in prestito fino a fine stagione al club umbro. Ieri appunto, non un giorno a caso, lo stesso in cui la Dea ha ufficializzato l’addio di uno dei suoi campioncini, Mattia Caldara, ceduto alla Juventus per una cifra che, bonus compresi, potrebbe arrivare a 25 milioni di euro. Una sorta di passaggio di testimone virtuale, una promessa diventata già realtà che lascia spazio ad un’altra che potrebbe diventarlo presto.
Predestinato. Il giovane Mancini ha le stimmate del predestinato: nasce a Pontedera il 17 aprile del 1996 e inizia a muovere i primi passi da calciatore nel Valdarno Calcio. A soli 8 anni viene notato dagli scout della Fiorentina: inizia qui una lunga militanza nelle giovanili Viola. Con la Fiorentina percorre tutta la trafila delle categorie giovanili, partendo dai Pulcini, con Stefano Cappelletti allenatore,  fino alla Primavera, con in panchina Federico Guidi. Durante l’esperienza nel vivaio Viola Mancini cresce sia dal punto di vista tecnico che sotto il profilo tattico, tanto che negli anni il suo ruolo cambia: da centrocampista con licenza di offendere (ha totalizzato ben 80 reti nelle varie categorie giovanili) viene trasformato in difensore centrale. Questo forse è il primo vero snodo importante della sua carriera, perché è proprio nel ruolo di centrale di difesa che le sue qualità esplodono e diventano evidenti. A notarle, manco a dirlo, è anche Vincenzo Montella, che per i giovani calciatori ha una predilezione naturale. L’aeroplanino, all’epoca allenatore della Prima squadra Viola, inizia a convocarlo con i ‘grandi’ e nell’estate del 2014 lo fa esordire da titolare in un’amichevole di lusso contro il Malaga. Ottimo il suo impatto, ma a 18 anni la Serie A può aspettare. Guidi ha ancora bisogno di lui. E’ la stagione 2014/15 e la Primavera Viola vince il proprio girone di campionato, arrendendosi solo in semifinale dei play-off contro il Torino (che poi perderà la finale ai rigori contro la Lazio di Simone Inzaghi).
Il salto fra i grandi. L’estate del 2015 è quella del salto nel calcio professionistico: è il Perugia a credere in lui, prendendolo in prestito con l’obiettivo di farlo crescere in serie B. L’ambientamento nel calcio dei ‘grandi’ non è semplicissimo, il giovane difensore paga lo scotto della grande sfida in Coppa Italia contro il Milan e del debutto tra i cadetti contro il Pescara. L’allenatore degli umbri, Bisoli, crede nel talento di questo ragazzo e, dopo un girone d’andata trascorso in panchina, Mancini inizia ad imporsi: da gennaio 2016 in poi mette in fila 11 presenze. I miglioramenti sono evidenti, tanto da convincere il Perugia, nella scorsa sessione estiva di mercato, a riscattarlo dalla Fiorentina. Nella stagione in corso il classe ’96 ha collezionato 6 presenze, non molte per la verità, ma abbastanza per convincere l’Atalanta a scommettere su di lui.
Le caratteristiche. Mancini ha un fisico possente (alto 190 cm) e grande potenza fisica. Abile nel gioco aereo, sia in fase difensiva che offensiva, è dotato anche di buona velocità e tecnica individuale. Bravo negli anticipi e capace di impostare la manovra: insomma tutte le doti indispensabili per diventare un leader difensivo.
Sarà il nuovo Caldara? Ieri l’Atalanta ha ufficializzato il suo acquisto dal Perugia. Resterà in Umbria fino alla fine di questa stagione, guarda caso fino a quando Mattia Caldara vestirà la maglia nerazzurra. Facile intuire che i dirigenti della Dea abbiano notato in Mancini le caratteristiche e il giusto talento per non far rimpiangere il neo calciatore della Juventus. Una scommessa importante quella dell’Atalanta (società che difficilmente sbaglia un colpo quando si tratta di giovani) e un’opportunità unica per Mancini, che dalla prossima stagione avrà la grande chance di misurarsi sul palcoscenico più prestigioso, la Serie A. O magari è solo il momento in cui il talento incontra l’opportunità. Staremo a vedere.

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