Ultimo aggiornamento: venerdi' 06 dicembre 2019 00:31

Luca Pellegrini: “I fischi dell’Olimpico mi hanno fatto male. Juve? Normale ci speri”

12.10.2019 | 11:20

Questa estate, Luca Pellegrini si è trasferito alla Juventus nell’operazione che ha portato Leonardo Spinazzola alla Roma, dove il primo è nato e poi cresciuto anche calcisticamente. Il laterale mancino classe ’99 è però tornato subito in prestito al Cagliari, dove era stato anche nei sei mesi finali del 2018/19 per avere maggiori possibilità di trovare un discreto minutaggio. Al Corriere dello Sport, Pellegrini ha parlato di questi tre club, della Nazionale U21 e dei recenti fischi ricevuti allo stadio Olimpico dai propri ex tifosi: “Con Nicolato stiamo iniziando un percorso nuovo. Vogliamo migliorare sempre, questo è un gruppo forte, il percorso è lungo, ogni ostacolo sarà una prova. Il ct sta dando un grande senso di appartenenza di cui dobbiamo far tesoro, perché noi vestiamo una maglia che vorrebbero in tanti. E siamo fortunati ad indossarla, quindi va onorata sempre. Poi, vuole che la squadra proponga il suo gioco attraverso questo 4-3-3 che ricalca i concetti della Nazionale maggiore, ma anche che sappia fare possesso senza perdere palloni stupidi o pericolosi. Cagliari? Dopo due sconfitte con Brescia e Inter, abbiamo infilato cinque risultati utili mettendo 11 punti in classifica. Sì, stiamo molto bene. Maran è un tecnico molto preparato tatticamente, ti motiva ma non ti sovraccarica. Dobbiamo continuare così, per portare il Cagliari sempre più in alto. Io ringrazio la Roma e i tifosi per quello che mi hanno dato da quando ho iniziato nel vivaio a quando sono stato lì. Quei fischi però mi hanno fatto male. Purtroppo, le strade possono separarsi, la Roma ha fatto una scelta e io ho cercato quello che fosse il meglio per me. Così come mi è dispiaciuto leggere di una mia lite con Kolarov: non esiste, ho parlato anche con Alex dopo, in assoluta tranquillità. Mi spiace, io sono un ragazzo tranquillo. Juve? Un mio allenatore delle giovanili, Fernando Mastropietro, diceva sempre che da 1 a 8 si fa, il difficile arriva quando devi fare da 8 a 10. A certi livelli i dettagli fanno la differenza. È naturale che speri. Ma vedo il presente, voglio fare bene a Cagliari“.

Foto: twitter Cagliari