Ultimo aggiornamento: venerdi' 15 november 2019 11:20

L’IDOLO MESSI, I PARAGONI CON STERLING, I NUMERI DA PREDESTINATO: L’ITALIA SCOPRE WILLY GNONTO

30.10.2019 | 12:35

Un segno del destino. Sebastiano Esposito resta agli ordini di Conte a causa dell’infortunio di Sanchez, la Nazionale Under 17 chiama al suo posto Wilfried Degnand Gnonto, Willy per gli amici, per disputare il Mondiale di categoria. Lui a Brasilia non doveva neanche esserci, invece parte titolare all’esordio contro le Isole Salomone. E che esordio: doppietta più assist nel debutto della competizione iridata. Gnonto, che gioca nell’Inter come Esposito, ha ripagato la fiducia con una prestazione sontuosa e ora tutta l’Italia (o quasi) ha scoperto le sue qualità da predestinato.

Wilfried Degnand Gnonto compirà 16 anni il prossimo 5 novembre. E’ il più piccolo degli Azzurrini (classe 2003), un ragazzo abituato a bruciare le tappe nel corso della sua giovane vita. Originario della Costa d’Avorio, nasce a Baveno in provincia di Verbania. Lì si è stabilito con la sua famiglia, completamente integrata nel tessuto sociale e produttivo della zona con il padre che trova lavoro presso una fabbrica tessile e la madre cameriera presso un hotel della cittadina piemontese. Frequenta le scuole del paese e tira i primi calci sulla strada sotto casa sua, facendosi nuovi amici: “Volevo giocare solo per divertirmi insieme ai miei compagni – dice Willy – e non pensavo il calcio potesse diventare il mio impegno più importante. Sono stati loro a spingermi a provare”. Il papà, appassionato calciofilo e a in passato discreto giocatore, lo iscrive alla scuola calcio di Baveno dove Gnonto ci mette poco tempo a farsi notare. Dopo un provino, viene preso alla scuola calcio di Suno, un paese poco distante da Novara, affiliata all’Inter, che un anno dopo, al termine di un torneo, lo chiama a far parte del suo settore giovanile. E lui risponde con l’esordio nell’Under 15 nerazzurra e dieci gol nel primo anno, per passare subito all’Under 16 e, dopo appena sei mesi, all’Under 17: tutto accade nella passata stagione agonistica, durante la quale realizza complessivamente 20 reti. Quest’anno ha fatto il suo esordio nella Youth League contro il Barcellona, squadra del suo idolo, Leo Messi, partita vinta dall’Inter 3-0 col personale apporto di un assist vincente. Il 2018 è per lui la stagione Azzurra: arriva la prima convocazione di Daniele Zoratto nell’U16 e al suo esordio contro l’Ucraina segna la prima delle tre reti che regalano la vittoria agli Azzurrini. E’ Zoratto a convocarlo lo scorso settembre nell’Under 17 con cui partecipa al Torneo 4 Nazioni in Germania dove si ripete con i padroni di casa, segnando una rete. E ora, alla sua prima convocazione in questa Nazionale, il Mondiale in Brasile con annessa doppietta da urlo al debutto.

Willy Gnonto è principalmente un’ala sinistra, molto abile nel dribbling in piena velocità che, a campo aperto, diventa un’arma letale per le difese avversarie. Il suo stile di gioco, fatto di continui strappi ed accelerazioni, sfianca i suoi dirimpettai, che vengono costantemente superati nell’uno contro uno. Pur essendo di piede destro, Gnonto sa cavarsela bene anche con il sinistro, risultando molto meno prevedibile per i difensori avversari. Dotato di buone capacità balistiche e di un eccellente controllo di palla in piena corsa, con la sua velocità stratosferica crea sempre la superiorità numerica nel suo settore di competenza, risultando determinante sia in fase di finalizzazione che di assistenza. “Tutti mi dicono somigli a Sterling del City”, ha confessato lo stesso Gnonto. E non a caso Willy fa quasi sempre la differenza con le sue qualità. Il suo fisico esplosivo, ma minuto, gli permette di difendere bene la palla e di essere reattivo negli spazi stretti, il che lo rende una minaccia costante per le difese avversarie. L’Inter (e l’Italia) si gode in casa l’ennesimo campioncino sfornato dal florido settore giovanile nerazzurro. E il bello deve ancora venire giurano le persone che conoscono bene Willy Gnonto.

 

Foto: Twitter ufficiale Vivo Azzurro