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Leonardo: “L’esperienza di allenatore al Milan? Sono stato forzato, non avevo tutta questa voglia”

09.10.2021 | 18:15

Leonardo, durante il suo intervento al Festival di Trento, ha parlato anche della fine della propria esperienza al Milan e del suo rapporto con Silvio Berlusconi. Di seguito le dichiarazioni.

Sull’esperienza di allenatore al Milan

“La stagione incomincia non bene, sono stato forzato, non avevo tutta questa voglia di fare il tecnico. Era un momento diciamo di transizione nella società, forse serviva una persona che conosceva bene il club, che capiva il momento, che doveva ancora gestire una serie di giocatori che aveva vinto tutto, ma è normale che l’ambizione non sparisca. Per farla breve abbiamo giocato contro la Roma in casa, perdevamo 1-0, ho spostato Ronaldinho a sinistra, Pato a destra, Inzaghi in mezzo e Seedorf da trequartista. Mediani c’erano Ambrosini e Pirlo, giocavano pure loro. La partita successiva era il Real Madrid, al Bernabeu, il 4-2-fantasia forse non so se conviene lì. Sono in aereo, attaccato a Galliani, e mi chiede “quindi?”. Ci sto pensando, e lui mi dice “Non sarebbe male”, “lo penso anche io”. È la prima volta che il Milan vince al Bernabeu. Dida fa un errore, Raul fa l’1-0, poi andiamo a vincere 3-2 con Pirlo che fa gol da fuori area, Pato doppietta, cambia sistema e tutto. Da lì in poi ci siamo goduti una squadra che gioiva di giocare”.

Sul motivo della rottura con il Milan

“C’è la mia testardaggine alla base? Può essere un rapporto fra presidente e allenatore, oppure con un dirigente. Io per tredici anni sono stato nel cuore del Milan, non è che sono arrivato da un’altra parte. Ero visto come allenatore della società, non è che cambi il tuo passato, rapportandoti con gli stessi giocatori. Penso ero incompatibile con Berlusconi in quel momento. Non è stato un momento facile per lui, anzi, era molto complicato. So quanto è pesante la vita di un primo ministro, cavaliere, presidente del Milan, imprenditore. C’erano tante cose. A distanza di anni capisco anche di più. Non è facile. È talmente enorme che è diventata talmente grande che è normale ci siano tanti sentimenti. Noi abbiamo litigato”.

Sul rapporto con Berlusconi

“Gli ho dato del narciso. Beh, forse lo siamo tutti. Noi vogliamo la vita come la pensiamo noi. Dopo ci vuole, da ogni persona di un sistema di gestione, la comprensione. Lì sono stato abbastanza testardo per rispettare una linea, ma pensavo fosse quella. Non voglio fare il bravo ragazzo, ma per me era la cosa migliore. Io sono sempre stato in questo modo, nelle mie cose. Poi il fatto di girare tanti paesi, è come iniziare e non finire. Sono stato poco tempo nei posti, io qua creo un qualcosa di profondo, sono legato al rapporto umano, ma c’era qualcosa che mi portava via. Quando sei due anni e vai via, la gente non ti ha conosciuto. In Italia c’è tutto. Ho l’onore di avere partecipato al Milan di Berlusconi, poi è impossibile scollegarlo da Galliani. Lui può fare allenatore, team manager, direttore sportivo, direttore dei diritti tv, presidente, vicepresidente, ha una visione completa della struttura. Questa è una cosa rara, oggi mi ritrovo che devo decidere una cosa, o fare una cosa, io ero dentro ogni momento in cui si decideva, con lui. Lo ammiro tanto, per me è stata l’Università di gestione”.

Foto: Twitter Milan