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La scalata della Dea verso l’Olimpo

30.11.2016 | 20:16

La partita del Renato Dall’Ara di Bologna non ha fermato il sogno dell’Atalanta che, grazie ai tre punti di Domenica, è riuscita nella storica impresa di eguagliare il suo record di vittorie consecutive in Serie A: 6 come quelle della stagione 2013/14 con Stefano Colantuono in panchina. La squadra, ora nelle mani di Gian Piero Gasperini, continua a stupire non solo per risultati e posizione in classifica ma anche per il gioco spumeggiante, tipico del tecnico di Grugliasco (il suo Crotone e il suo Genoa sono ancora oggi famosi) e per la fiducia riposta nei giovani, con addirittura sei degli undici titolari sotto i ventitré anni d’età. Il 3-4-3 di “Gasperson” attraverso idee chiare e precise ha rivitalizzato una rosa che da troppo tempo ormai appariva confusa e poco amalgamata. Palla a terra, corsa, dinamismo e tanta tanta fame sono gli ingredienti con cui gli orobici in due mesi sono passati dal penultimo al terzo posto in classifica. Ventotto punti come la Lazio; uno in meno di Roma e Milan e cinque in meno della capolista Juventus, avversaria di Sabato sera. Risultati e numeri eccezionali per una realtà di provincia che ogni anno programma e lavora per raggiungere il prima possibile la salvezza. Questa scalata inizia il giorno dopo la sconfitta contro il Palermo. Mentre giornali e televisioni parlano di esonero, Gasperini progetta l’idea di far giocare tutti insieme sei ragazzi al di sotto dei 23 anni d’eta; Petagna, Conti, Kessie, Caldara, Spinazzola e Gagliardini: il loro entusiasmo, la loro spensieratezza e la loro personalità determinano il momento della svolta. Kessie in particolare, vent’anni ancora da compiere, è già così maturo da prendersi sulle spalle non soltanto il centrocampo, ma anche la responsabilità di tirare i calci di rigore, senza alcun timore reverenziale perfino contro squadre del calibro della Roma. Spensieratezza ed entusiasmo contagiano anche i tifosi nerazzurri, che sognano un posto in Europa, e gli appassionati e i tifosi delle altre squadre. Infatti, al di là di dove realmente arriverà l’Atalanta a fine stagione, il messaggio fondamentale che questa squadra ci sta già trasmettendo è che avere fiducia nei giovani può portare non solo a raggiungere gli obiettivi, ma addirittura ad ottenere risultati più grandi. Avere il coraggio di formare i giovani, di dar loro una guida, un punto di riferimento che, come Gasperini, sappia seguirli, motivarli e affidare loro compiti chiave può portare a imprese che riescono a sbalordire e a far sognare, imprese come vedere l’Atalanta terza in classifica.