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Inter-Juve, l’appeal del derby d’Italia tra precedenti e intrecci di mercato

16.09.2016 | 17:00

Inter-Juventus mai potrà essere una partita come le altre. Tradizione e polemiche interminabili, acuitesi dopo il 2006, hanno sempre accompagnato il derby d’Italia, che domenica pomeriggio consumerà il suo appuntamento numero 230. Numerosi i motivi di interesse legati all’attualità, a partire dal fatto che entrambe le squadre vorranno riscattare l’insoddisfacente campagna europea del midweek: solo un pareggio per i bianconeri, all’esordio tra le mura amiche in Champions contro il Siviglia, mentre i nerazzurri sono stati clamorosamente sconfitti ieri sera in Europa League dagli israeliani dell’Hapoel Beer Sheva. Tra due giorni a San Siro la musica interista dovrà essere ben diversa: Frank De Boer è già a rischio e la Juventus, in testa a punteggio pieno, in campionato vanta già 5 punti in più della Beneamata, per la quale un’eventuale sconfitta potrebbe essere realmente deleteria.

Per quanto riguarda i precedenti, il bilancio arride nettamente alla Juve, impostasi in 103 occasioni e sconfitta 70 volte, con 56 spartizioni della posta a completare il quadro. Restringendo però l’indagine alle gare disputate al “Meazza”, il saldo si ribalta con 49 vittorie dell’Inter e 30 successi ospiti, mentre in 35 casi si è registrato il segno “ics”.

Inter-Juventus, inoltre, spesso ha fatto anche rima imperfetta con mercato, tra trasferimenti unilaterali e scambi clamorosi. A tal ultimo proposito, spiccano le operazioni Boninsegna-Anastasi (1976), Tardelli-Serena (1985), mentre nel 1991 Giovanni Trapattoni fece ritorno a Torino con Dino Baggio a percorrere il tragitto inverso, sostanzialmente a titolo di indennizzo. E che dire del famigerato scambio alla pari Cannavaro-Carini del 2004? Uno tra i principali capolavori di Luciano Moggi, che in auto convinse il difensore centrale, reduce da un biennio incolore all’ombra della Madonnina, ad abbracciare la Signora per rilanciarsi. E che rilancio…basti pensare a cosa concretizzò Fabio nei successivi due anni, Mondiale di Berlino e Pallone d’Oro compresi. Quanto a Carini, il portiere uruguaiano – enfant prodige molto presunto – si rivelò al contrario quanto mai modesto. Rimanendo in tema, da menzionare il naufragio dell’affare Vucinic-Guarin nel gennaio 2014, in seguito alla sollevazione popolare nerazzurra quando ormai mancavano soltanto le firme.

Per quanto concerne gli altri calciatori che, nel corso delle rispettive carriere, hanno indossato (extra scambi) entrambe le maglie vanno ricordati, tra gli altri, Ibrahimovic, Vieira, Vieri, Roberto Baggio, Schillaci, Mutu, Osvaldo, Meazza, Burgnich, Altobelli, Brady, Causio, Peruzzi, De Agostini, Tricella, Davids, Paulo Sousa, Cristiano Zanetti, Fresi, Sartor, Fabio Grosso, Pirlo, Lucio, i tecnici LippiZaccheroni e Ranieri (oltre al già menzionato Trap) e gli attuali BonucciHernanes, CandrevaFelipe Melo. Ultima nota dedicata a Lichtsteiner e Brozovic, che alla fine in estate sono rimasti al loro posto, in futuro eventualmente si vedrà. Tanti fenomeni e qualche comprimario, come d’altronde si conviene a due delle tradizionali big del nostro calcio.

 

@JodyColletti