Gravina: “Caso Balogun? Macchia sulla nazionale USA. Lotito chiese a Infantino di commissariarci”

07/07/2026 | 09:44:44

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L’ex presidente della FIGC Gabriele Gravina in un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport si è soffermato sul caso Balogun. Queste le sue parole:

Lo Sta­tuto vieta le inge­renze della poli­tica, ma qui lo stesso Trump ha ammesso di aver chia­mato Infan­tino. Del resto io non ho mai rice­vuto smen­tite dalla Fifa nem­meno sui con­tatti con Lotito, come sena­tore, che sareb­bero di una gra­vità inau­dita e di cui ho chie­sto conto attra­verso una serie di verifi­che alla Fifa stessa. Poi non ci dob­biamo stu­pire se poi improv­vi­sa­mente fanno ricorso all’arti­colo 27. L’arbi­tro ha visto chia­ra­mente il fallo brut­tino dell’attac­cante ame­ri­cano e ha estratto un rosso diretto, che implica almeno una gior­nata di squa­li­fica. È il rego­la­mento e nes­suno può pensare di modi­fi­care a pia­ci­mento delle norme che sono le stesse in tutto il mondo: anche per que­sto il cal­cio tanto amato ovun­que. Tra l’altro ho in mente alcuni epi­sodi ana­lo­ghi in altre par­tite di que­sto stesso Mon­diale e nes­suno è inter­ve­nuto a poste­riori con lo stesso metro di valu­ta­zione. E posso aggiun­gere che certi falli erano anche leg­ger­mente meno gravi di quello di Balo­gun. Non voglio entrare nel merito di quello che sarà il risul­tato finale di que­sto per­corso o degli even­tuali prov­ve­di­menti che pren­derà il Bel­gio. Dico solo che mi dispiace mol­tis­simo per­ché que­sta sto­ria dan­neg­gia la credibilità dell’intero mondo del cal­cio. Guarda caso riguarda una nazio­nale sim­pa­tica a tutti per quello che stava espri­mendo sul campo, ma que­sta è una mac­chia che intacca o comun­que fa venir meno buona parte di quella sim­pa­tia. Di certo è un atto che va oltre i con­fini delle nor­mali appli­cazioni delle regole del gioco. Sì, sono due cose total­mente diverse a par­tire da una cir­co­stanza di facile intui­zione: il rosso a Balo­gun nasce da un fallo di gioco, quel giallo a Lukaku no. Si trat­tava di una seconda ammo­ni­zione scat­tata per­ché, stanco dei cori raz­zi­sti, aveva pro­te­stato con la curva che lo insul­tava: era giu­sta­mente andato a difen­dere la sua dignità. Quel giallo, che da rego­la­mento ci stava, avrebbe deter­mi­nato una squa­li­fica che io rite­nevo asso­lu­ta­mente ingiu­sta. Sono due fat­ti­spe­cie total­mente dif­fe­renti“.

Foto: Twitter FIGC