Ultimo aggiornamento: domenica 25 aprile 2021 21:53

GONZALO, DUE PAROLE PER NOI

21.07.2016 | 20:30

Basterebbero due parole. “Voglio restare”. Sarebbe il miglior manifesto, l’annuncio che i tifosi del Napoli attendono, la sua volontà. Invece no, Gonzalo Higuain non parla, ha scelto il silenzio. Starà riflettendo, sono valutazioni decisive. Oppure non ci sono problemi, come dice il presidente De Laurentiis che lo aspetta a Dimaro per lunedì prossimo. Ecco, il punto è proprio questo: cinque giorni per mettere la parola fine a questa storia dell’estate. E per non approfondire contrariamente a chi – con argomenti validi – sostiene che la Juve potrebbe fare la guerra di mercato. E pagare qualsiasi cosa, non soltanto la clausola di Higuain.
L’attuale storia ha un antefatto importante, proprio un anno fa di questi tempi. La Juve aveva già provato a prendere il Pipita, mettendo sul piatto 25 milioni più i cartellini di Zaza e Rugani, due italiani apprezzati da Sarri. Il Napoli avrebbe voluto prima valutare gli umori di Gonzalo, la cosa fini lì perché il ragazzo arrivò in ritiro e si mise a completa disposizione dell’allenatore. Gli avevano parlato bene di Sarri, dalla teoria si passò alla pratica in breve tempo, sarebbe arrivata una stagione indimenticabile.
L’operazione clausola, se la Juve entrasse nell’ordine di idee di pagarla, non sarebbe un torto come dice De Laurentiis. Sarebbe una libera legge di mercato, della serie: “Vuoi quella cosa? Bene, ha un prezzo, costa tanto, se puoi permettertela…”. Se tu “quella cosa” la volessi sempre per te, non metteresti una clausola, la chiuderesti a tripla mandata in un cassetto e resisteresti alle offerte di chicchessia. De Laurentiis ha dato un prezzo al Pipita, giusto o sbagliato che sia. Se non lo avesse dato, avrebbe potuto chiedere anche 300 milioni come provocazione, proprio perché la priorità sarebbe stata quella di tenerlo.
Quando la Juve completerà l’operazione Pogba e incasserà 100-105 milioni puliti (gli altri 20 più o meno saranno la commissione di Raiola) potrà decidere cosa fare. Una strada sarebbe quella di non mettere i 94,7 sul tavolo perché ha preso Pjaca, sta marcando da vicino Gabigol e magari intende dedicarsi a un paio di eccellenti centrocampisti. Ma con quei soldi a disposizione, e con altri che potrebbero arrivare da nuove cessioni, nessuno vieterebbe alla Juve di fare la follia. E’ vero: Higuain ha 29 anni, costerebbe un occhio della testa, sarebbe un’operazione che in tanti sconsiglierebbero perché al lordo diventerebbe un bagno di sangue e lacrime. Ma una volta nella vita, forse, si può decidere di andare fuori di testa. Non ci sono certezze, tranne una: la Juve avrà una disponibilità pazzesca per qualsiasi tipo di acquisto.
Ora torniamo al dunque: se, dopo aver mandato in avanscoperta il fratello manager, anche Gonzalo capisse che è arrivato il momento di dire due parole, tutto sarebbe più semplice e meno incasinato. Due parole che potrebbero essere “voglio restare”. Oppure “voglio andare”. Sincerità assoluta perché non esiste situazione peggiore di chi eventualmente decidesse di continuare nell’attuale club, ma con la testa distratta e senza la passione necessaria. Dai, Gonzalo, risolvi tu. In un senso o nell’altro, con due parole.