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GOL E DRIBBLING: IL NAPOLI RISCOPRE AMIN YOUNES E ORA SE LO COCCOLA

Oggetto misterioso fino a qualche giorno fa, sulle prime pagine di tutti i giornali questa mattina. Amin Younes firma il suo primo gol con il Napoli alla sua prima conclusione in Serie A. Dato curioso ma che fa capire come il classe ’93 si sia finalmente scrollato di dosso i problemi del passato. Arrivato a Napoli in estate, l’ex Ajax ha dovuto lavorare sodo per riprendersi dalla rottura del tendine d’Achille che lo aveva tenuto ai box per oltre 5 mesi, ma ora il talento del tedesco sembra essere finalmente sbocciato. Fin qui solamente 107 minuti raccolti tra Serie A, Europa League e Coppa Italia, ma ora Amin vuole riconquistare il terreno perso.

Nato a Dusseldorf il 6 agosto del 1993, da padre libanese – tra l’altro ex calciatore – e madre tedesca, Amin, dopo i primissimi passi mossi nell’Unterrath, dal 2000 al 2014 ha difeso i colori di una sola squadra, il Borussia Moenchengladbach. Prima tutta la trafila del settore giovanile, poi 28 presenze e un gol in prima squadra. Nella stagione 2014-15 il prestito al Kaiserslautern, ancora relegato tra i cadetti, quindi l’addio definitivo al Borussia Park per sposare la causa dei Lancieri: 3 milioni circa nelle casse della società tedesca, a un anno dalla scadenza. In Olanda sono 17 le reti messe a segno nelle 100 apparizioni accumulate con l’Ajax, score al quale vanno aggiunti anche 25 assist. Con i biancorossi di Amsterdam Younes, è stato grande protagonista anche nell’edizione dell’Europa League dove il sogno della finale si è infranto solamente contro il Manchester United. Le qualità che madre natura gli ha donato, lo hanno consacrato al punto da venir considerato la massima autorità in materia di dribbling di tutta l’Eredivisie. Dopo un trasferimento saltato al Napoli nel mercato invernale, il classe ’93 è arrivato in estate alla corte di Aurelio De Laurentiis. L’infortunio al tendine d’Achille ha rallentato e non poco l’inserimento del folletto tedesco all’interno dello scacchiere di Carlo Ancelotti. Nelle poche apparizioni con la maglia azzurra non aveva mai rubato l’occhio, ma dopo la perla di ieri la considerazione di Younes è cambiata drasticamente.

Amin Younes, grazie al repertorio tecnico di primo livello del quale è dotato, è il classico giocatore in grado di accendere la luce negli ultimi trenta metri: rapido, punta l’uomo creando superiorità numerica, nello stretto può risultare immarcabile e usa quasi indifferentemente entrambi i piedi, pur preferendo partire largo a sinistra per accentrarsi e armare il destro. Può migliorare sotto porta, dove spesso non si contraddistingue per la freddezza necessaria ad alti livelli.

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