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Galliani: “A Monza bel progetto, Berlusconi qui per colpa mia. Giampaolo-Milan? Pensai a lui nel 2016”

14.10.2019 | 10:27

Adriano Galliani, amministratore delegato del Monza, ha parlato del progetto del club brianzolo e del nuovo Milan ai microfoni di Radio Anch’io lo Sport: “Il vento è in poppa, da nove giornate, ma il campionato è lunghissimo. Ne mancano ancora 29. C’è solo un posto per la promozione, bisogna assolutamente arrivare primi. E non è mai facile. Dobbiamo crescere. Piano piano, ci sono dei giocatori giovani e di talento, ma a livello internazionale bisogna correre. Vanno fatti crescere, senza mettere fretta. Chi prenderei del mio Milan? Indovini… di nome fa Marco, di cognome van Basten. Un italiano? Due, Franco Baresi e Paolo Maldini. Se solo di passaporto, Ricardo Kakà. Il progetto Monza? La colpa è mia, sono nato a Monza, sono stato uno dei proprietari dal 1975 al 1985. Nel 1979 diedi la disponibilità a Berlusconi per costruire le reti, ma con un’eccezione, potere vedere il Monza. Sono felice, al di là delle vittorie, di avere trasferito a Berlusconi la passione per il Monza. I tatuaggi? Qualche tatuaggio, i ragazzi di 20-25, ce li hanno. Berlusconi voleva una squadra di soli italiani, stiamo facendo un lavoro molto importante sul territorio, affiliando tante squadre della nostra provincia. Abbiamo dato a tutti i ragazzi della prima elementare degli astucci per la scuola, lavorato a dei progetti per diversamente abili. Il progetto mi sta appassionando molto. Milan? L’amore è intatto, sia da parte del presidente che da parte mia. A malincuore lo abbiamo ceduto, siamo stati costretti a farlo. Le scelte sono sempre difficili da fare. Speriamo che questi manager riportino il Milan ai fasti di qualche anno fa. Pioli il profilo giusto per il Milan? Me lo auguro, penso di sì. Stimo Pioli, ma anche Giampaolo: avevo provato a farlo venire nel 2016”.

Foto: Twitter Milan