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VERSATILITÀ, FANTASIA E CLASSE PURA: FABIAN RUIZ, UN CENTROCAMPISTA TOTALE PER ANCELOTTI

L’Andalusia è senza dubbio una delle più floride regioni spagnole dal punto di vista calcistico, che ha dato i natali ha tanti campioni del recente passato. Tra questi, c’è anche Fabian Ruiz Peña, ormai ex gioiellino andaluso del Betis, nelle scorse ore diventato ufficialmente un nuovo giocatore del Napoli. Un profilo di prospettiva considerata l’età (22 anni compiuti ad aprile), ma già maturo al punto giusto per poter fare il grande salto e abbracciare una realtà come quella partenopea che vuole sognare in grande dopo la brillante cavalcata nella passata Serie A, culminata con un secondo posto a ridosso della Juve, a maggior ragione dopo l’arrivo in panchina di un top come Carlo Ancelotti.

Fabian Ruiz nasce il 3 aprile 1996 a Los Palacios y Villafranca, un piccolo comune  situato nella comunità autonoma dell’Andalusia. Cresce calcisticamente nelle giovanili del Betis Siviglia che punta forte fin da giovanissimo su di lui, accompagnandolo nella sua crescita e gestendo alla perfezione il suo utilizzo fino dall’approdo in prima squadra. Quello dei biancoverdi si rivela subito l’ambiente ideale per Fabian: una piazza abbastanza grande per conferirgli le attenzioni che merita e che lo mette per la prima volta sotto le luci dei riflettori, ma senza le pressioni che inevitabilmente ci sarebbero in una vera big. La sua storia tra i professionisti parte nella prima metà del 2016, in seguito all’esonero di Pepe Mel. Fabian aveva già esordito in Liga un anno prima, solo per qualche minuto in partite dal prestigio piuttosto scarno, ma il cambio di panchina lo porta ad essere considerato già come uno dei veterani del gruppo: da gennaio a fine campionato vede il campo con molta più frequenza, comincia a sentirsi responsabilizzato e inizia a far intravedere sprazzi del suo talento cristallino. Nella stagione successiva, viene comunque ceduto in prestito per sei mesi all’Elche, in Segunda Division, dove continua il suo percorso di crescita. Al suo ritorno al Betis trova pronto ad accoglierlo l’allenatore perfetto per le sue caratteristiche, Quique Setien, tecnico con idee calcistiche che si sposano alla perfezione con Fabian Ruiz. E il gioiellino classe ’96 finalmente mostra al mondo intero tutto il suo potenziale.

Nel gioco del Betis, Fabian Ruiz viene messo in condizione di essere sempre al centro della manovra, praticamente tocca il pallone in ogni azione offensiva dei suoi. E’ il metronomo della squadra, abbina alla perfezione tecnica e palleggio ad uno stile di gioco box-to-box, un vero e proprio prototipo del centrocampista totale. Fisico imponente (190 centimetri), forza fisica e fantasia, grazie ad una spiccata versatilità Fabian è in grado di giocare indifferentemente in cabina di regia, da interno ma anche da trequartista. Con tutte le proporzioni del caso, lo spagnolo appartiene a quel gruppo di giocatori in grado di rendere dinamico il modulo e il modo di attaccare la porta avversaria. Grazie al suo arrivo, Ancelotti potrebbe pensare ad un Napoli in grado di modificare il proprio sistema durante la partita, passando dal 4-3-3 al 4-2-3-1 in pochi secondi. Nella scorsa stagione di Liga ha collezionato 34 presenze, 61 palloni giocati di media per match, un passaggio chiave e 2 dribbling riusciti ogni 90 minuti, 6 assist totali e 3 gol. Numeri da predestinato, per un talento cristallino pronto a spiccare il volo e affermarsi ad alti livelli anche in Italia. La storia di Fabian Ruiz a Napoli è tutta da scrivere.

 

Foto: Twittter ufficiale Uefa

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