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Europei, meno 2: ecco il girone dell’Italia

08.06.2016 | 20:00

Per la prima volta non saranno 16 ma addirittura 24 le partecipanti alla fase finale di Euro 2016. In seguito a tale allargamento, nella fase a eliminazione diretta sono stati introdotti gli ottavi di finale, ai quali accederanno le prime due classificate dei 6 gironi più le quattro miglior terze. All’interno di questo approfondimento vi presenteremo le Nazionali che si sfideranno in Francia, dal 10 giugno al 10 luglio prossimi, con l’obiettivo di succedere alla Spagna, vincitrice delle ultime due edizioni.

GIRONE E

ITALIA (3-5-2)

Antonio Conte sa benissimo che la sua (nostra) Nazionale è più di un gradino sotto rispetto ad altre 4-5 partecipanti. Ma dove il livello tecnico non può quasi nulla, il ct azzurro proverà ad arrivare con la grinta e la cattiveria agonistica che ha sempre saputo trasmettere sin dagli esordi sulla panchina della Juve. A proposito di Juve: il blocco difensivo bianconero con Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini offre tantissime garanzie, probabilmente è il pacchetto arretrato più affidabile dell’intera competizione insieme con quello della Spagna. Centrocampo martoriato dalle pesantissime assenze di Marchisio e Verratti, seguite a ruota da quella di Montolivo. Vedremo dunque uno tra De Rossi e Thiago Motta impostare, come interni due tra Florenzi, Parolo e Giaccherini, mentre gli esterni alti sicuri del posto sono Candreva e Darmian. Là davanti Pellè l’arciere preferito del tecnico leccese, stesso discorso per il suo partner Eder. Zaza, Immobile e Insigne scalpitano, sicuramente ci sarà più di un’occasione per loro. Paradossalmente, previsioni alla mano, all’Italia converrebbe passare il girone da seconda: in tal caso affronterebbe agli ottavi il Portogallo, probabilmente la prima del gruppo F; da prima, invece, si troverebbe di fronte un prevedibile match con la Croazia. Anche se – non dimentichiamocelo – la storia insegna che gli azzurri danno il meglio nelle difficoltà. Quanti di voi avrebbero pronosticato l’approdo in finale appena quattro anni fa?

BELGIO (4-3-3)

Una sola parola: fantasia. Se qualcuno può pensare di essere di fronte solo a un gruppo di giocatori che, presi singolarmente, sono tra i migliori specialisti al mondo ma che, messi insieme, non rendono alla stessa maniera, nulla potrà contestare se altri sosterranno che siamo di fronte alla Nazionale in prospettiva (e non) più talentuosa del globo terracqueo. Come la Croazia, dal centrocampo in su i nomi fanno paura: Fellaini-Nainggolan-Witsel in mediana, De Bruyne-Lukaku-Hazard in attacco, con la possibilità di cambiare pelle a gara in corso e adottare il 4-2-3-1. Già, perché in panchina ci sono due nomi mica da ridere come Mertens e Carrasco, senza dimenticare Origi, Dembelè e Benteke. Unica pecca: i problemi fisici accusati da Kompany e Lombaerts, che “costringeranno” Wilmots a lanciare al centro della difesa il giovanissimo Denayer, classe 1995 di proprietà del City che in carriera ha collezionato fin qui solo sei presenze con la maglia del Belgio e che nell’ultima stagione al Galatasaray è sceso in campo appena 26 volte tra tutte le competizioni. Courtois, Alderweireld, Vermaelen e Vertonghen forniscono tuttavia quel giusto mix di esperienza e solidità che fa dormire sonni tranquilli. Due anni fa, ai Mondiale in Brasile, l’eliminazione arrivò soltanto ai quarti per mano di Higuain e compagni. Ora non c’è Argentina che tenga: il cammino potrebbe essere ancora più lungo…

SVEZIA (4-4-2)

Se per il Belgio bastava una sola parola, qui basta un solo giocatore: Zlatan Ibrahimovic. L’eterno super-bomber è reduce da un’annata pazzesca con il Psg: 51 reti in 50 presenze, scudetto, Coppa nazionale, Coppa di Lega e Supercoppa portate a casa. Niente Champions? Poco male, non è mai stato un suo cruccio, pur essendo questo digiuno il leitmotiv della sua strabiliante carriera. Non solo Ibra, però: diversi sono gli elementi in cui il ct Hamrén riporrà le proprie speranze di qualificazione. Occhio a questi tre nomi: Lindelof, Larsson e Olsson. Tre titolari nello scacchiere svedese che appena un anno fa hanno regalato al proprio Paese il primo storico titolo agli Europei Under 21. Impossibile non citare a questo punto anche John Guidetti, capocannoniere con 12 gol di quella formazione che si giocherà il posto con Marcus Berg. Jansson del Toro e Hiljemark del Palermo gli unici due ‘italiani’ in rosa, con quest’ultimo che ha molte più chance di rubare il posto a uno tra Ekdal e Forsberg nel prosieguo del torneo. Insomma, età media della rosa piuttosto bassa ma molte qualità da mettere in campo. Le gerarchie alla griglia di partenza, specie nel calcio, non sempre vengono rispettate…

IRLANDA (4-4-2)

Abbiamo definito “eterno” Zlatan Ibrahimovic. Cosa dovremmo dire allora di Robbie Keane? 36 anni da compiere a luglio, da quattro fuori dal giro dei ben più probanti campionati europei, essendosi trasferito nell’estate del 2012 ai LA Galaxy (di cui è anche capitano), ma pur sempre punto fermo dei Boys in Green. Del resto i numeri sono tutti dalla sua parte: 143 presenze e 67 reti, mai nessuno come lui in Irlanda. Il tecnico O’Neill schiererà un 4-4-2 con centrocampo a rombo. Vertice basso McCarthy, Hoolahan sulla trequarti, Hendrick-Whelan la cerniera centrale. Davanti, nonostante il blasone, Keane dovrebbe lasciare spazio alla coppia Walters-Long, anche se ovviamente il ballottaggio è perennemente aperto. Dubbio anche in porta, tra l’esperto Given e l’estremo difensore del West Ham Darren Randolph, mentre la linea a 4 di difesa dovrebbe essere composta da Coleman, O’Shea, Keogh e Brady. Dura pensare almeno in un secondo posto, più fattibile lottare per il piazzamento come migliore terza. I precedenti, del resto, non mentono: mancata qualificazione agli ultimi 3 Mondiali, eliminazione ai gironi agli Europei del 2012. Dove, ancora una volta, c’era l’Italia tra le avversarie.

Gianmarco Della Ragione   Twitter: OfTheReason90

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