Ultimo aggiornamento: domenica 05 luglio 2020 19:15

DALLE ARTI MARZIALI ALL’ESORDIO DA SOGNO IN A: ANDREA CARBONI, L’ORO SARDO DEL CAGLIARI

25.06.2020 | 11:20

andrea carboni

Un sogno che si avvera. Andrea Carboni, difensore classe 2001 del Cagliari, autore di 20 presenze e 2 gol in campionato Primavera 1, ha fatto il suo debutto assoluto in Serie A, entrando in campo al “Paolo Mazza” al 93′ poco dopo il gol decisivo di Simeone che è valso la vittoria dei sardi sul campo della Spal. Seppur abbia giocato per poco tempo, il giovane centrale, che ha preso il posto del brasiliano Joao Pedro per dare maggior copertura alla squadra di Zenga, si è conquistato un prezioso calcio di punizione lottando con Andrea Petagna a pochi secondi dal triplice fischio. Un esordio atteso per tanto tempo, un momento magico che difficilmente dimenticherà un giovane che, come lui, è sardo doc e cresciuto da sempre nel settore giovanile del Cagliari.

I primi passi nel mondo del calcio, Andrea li muove nella squadra del suo paese, Tonara, lo stesso di un calciatore rimasto impresso nel cuore dei tifosi rossoblù: Marco Sau. Fin da piccolo il talento di Carboni viene notato dagli addetti ai lavori: a 10 anni l’allora responsabile del settore giovanile del Cagliari, Gianfranco Matteoli, lo scopre in un torneo giovanile e gli propone di unirsi al club sardo. A Cagliari disputa quindi tutte le categorie regionali e nazionali, la Primavera e la prima squadra con la quale si allena in pianta stabile, è storia dei giorni nostri. Ma gli inizi non sono stati facili: sono tanti i kilometri che separano Tonara dal capoluogo della Sardegna, dove Carboni si reca – accompagnato dai genitori – per 3-4 volte alla settimana per allenarsi. Sacrifici che però vengono ripagati con il passare del tempo: il classe 2001 scala rapidamente tutte le gerarchie nelle giovanili rossoblù, fino a diventare un punto fermo della Primavera di Max Canzi e la successiva promozione in prima squadra, prima con Maran e ora con Zenga, con tanto di esordio nella vittoriosa trasferta sul campo della Spal. Prestazioni, quelle agli ordini di Canzi, che gli hanno permesso anche di debuttare con la Nazionale Under 19 nell’ottobre scorso, un altro importante traguardo che certifica le indiscusse qualità del giovane talento del Cagliari.

Ma Carboni, prima di diventare una delle migliori promesse del club sardo, ha coltivato a lungo la passione per un altro sport: il Ju-jitsu di cui è diventato anche cintura nera. Poi, però, il calcio ha preso il sopravvento sulle arti marziali: Andrea si è specializzato nel ruolo di difensore, lui che è un centrale mancino ben strutturato, dotato di un’ottima tecnica di base che gli permette di essere una pedina preziosa in fase di impostazione dalle retrovie. Roccioso nei contrasti, veloce in campo aperto, agile sullo stretto, puntuale in fase di marcatura, l’abilità nelle letture difensive gli consente di farsi trovare sempre al posto giusto al momento giusto, senza dimenticare la sua grande leadership e personalità. Insomma, il classico difensore che tutti gli attaccanti non vorrebbero mai incontrare sulla propria strada. L’esordio in Serie A di due giorni fa è il coronamento di un sogno inseguito e coltivato nel corso degli anni, frutto di sacrifici e costanza di rendimento. Un esempio per tanti piccoli calciatori. Un magic moment, quello di Andrea Carboni, che a Cagliari sperano non finisca di certo qui. Magari seguendo le orme del suo compaesano, Marco Sau, che ha scritto pagine importanti nella storia dei rossoblù.

Foto: Twitter ufficiale Cagliari