Ultimo aggiornamento: venerdi' 22 november 2019 14:06

DALLA RETROCESSIONE IN C COL NOVARA ALLA SERIE A COL LECCE: CALDERONI, QUANDO LA GAVETTA PREMIA

24.10.2019 | 12:30

Il calcio regala sempre grande emozioni e permette di scrivere o raccontare storie meravigliose. Una di queste è senz’altro quella di Marco Calderoni. In molti non conoscevano il suo nome fino a poco tempo fa o, probabilmente, non ne avevano mai sentito parlare prima della magica notte di San Siro: il Milan è in vantaggio 2-1, ma al 92′ il terzino scarica un bolide mancino dalla distanza che vale il pareggio per il suo Lecce. Calderoni, a 30 anni, si sta togliendo delle soddisfazioni enormi. Ma andiamo per ordine: Calderoni nasce a Latisana, in provincia di Udine, il 18 febbraio del 1989. Inizialmente pratica il ciclismo, per ben 5 anni, sport che gli permette di avere delle gambe forti. Poi comincia a giocare a calcio e il suo unico scopo è diventare un calciatore professionista. La prima squadra è il Sesto Bagnarola e nel 2003 passa nelle giovanili del Piacenza e dà il via al proprio percorso di crescita. Dopo aver compiuto l’intera trafila, il laterale dotato di un sinistro potentissimo, debutta in prima squadra. Il 15 maggio del 2009, in occasione di Pisa-Piacenza terminata 1-3, sigla il primo gol in carriera che sancisce la salvezza degli emiliani guidati da, nemmeno a farlo apposta, da Stefano Pioli. Nella stagione seguente, precisamente il primo febbraio del 2010, viene ingaggiato dal Palermo, in prestito con diritto di opzione sulla compartecipazione, approdando in Serie A. Il 27 marzo seguente, a causa dell’assenza per squalifica di Federico Balzaretti, debutta al “Barbera” in rosanero giocando titolare contro il Bologna (gara conclusasi sul 3-1). Questa sarà anche l’unica presenza in massima serie.

A quel punto il giovane Calderoni rientra a Piacenza, in quel momento in C, e inizia girare diverse squadre, prima l’Ascoli in prestito e poi il Grosseto a titolo definitivo. Nel 2013 lo acquista il Bari e diventa un perno fondamentale del reparto arretrato collezionando, in due stagioni, 66 presenze e 3 marcature personali. Nel 2015 avviene la cessione a titolo temporaneo al Latina, conclusasi con la retrocessione. Nel 2016 il classe 1989 approda al Novara e, dopo un’annata terminata con la salvezza, nel 2018 il club piemontese si ritrova in Serie C. Calderoni ha ancora un altro anno di contratto, ma nel frattempo riceve la chiamata del Lecce, noepromosso in Serie B. Il propulsivo esterno difensivo accetta con entusiasmo e firma un biennale. In Salento rinasce completamente e il tecnico Fabio Liverani lo schiera immediatamente nel proprio undici titolare. Con sudore e spirito di sacrificio contribuisce attivamente alla promozione dei giallorossi. Quest’estate, nonostante la scarsissima esperienza in A, viene confermato in rosa. La società capitanata dal presidente Saverio Sticchi Damiani confida nelle sue doti e viene ripagata sul campo con prestazioni di livello già nelle prime giornate. Il 16 settembre, all’Olimpico di Torino, Calderoni non segna, ma un suo tiro dalla distanza costringe Sirigu alla respinta corta e Mancosu firma il successo con un tap-in facile. La prima gioia personale giunge, invece, il 25 settembre, nella gara vinta in trasferta sul campo della Spal: sinistro potente sporcato che beffa Berisha. Il suo rendimento rimane costante e, domenica scorsa contro il Milan a San Siro, Calderoni ottiene il meritato premio alla gavetta battendo Donnarumma con un missile terra-aria dalla distanza nel recupero. Il Lecce, squadra costruita per lottare e soffrire, può contare su un elemento a dir poco valido che, dopo aver sofferto nelle categorie minori, intende godersi il momento e sfruttare a pieno questa irripetibile occasione. Sabato al “Via del Mare” arriva la Juve e chissà se Calderoni concederà il bis…

Foto: Serie A Instagram