Ultimo aggiornamento: martedi' 22 ottobre 2019 16:34

DALLA MASIA ALL’ESORDIO IN PREMIER: ERIC GARCIA, IL NEO-MAGGIORENNE CHE HA STREGATO GUARDIOLA

26.09.2019 | 11:30

In una situazione di emergenza per gli infortuni di Stones e Laporte, il Manchester City ha trovato riparo in Eric Garcia. Il 18enne difensore ha infatti avuto la possibilità di giocare in prima squadra proprio per la scarsità attuale di alternative nel ruolo e non ha assolutamente sprecato la sua occasione. Prima da subentrante nell’8-0 rifilato dai Citizens al Watford in Premier, poi da titolare nella vittoria per 3-0 contro il presto North-End in Carabao Cup. “È stato incredibile – ha detto il suo allenatore Pep Guardiola, che ne ha poi stilato lui stesso un profilo – Ha tanta, tanta personalità, è intelligente e sa guidare la linea difensiva. È intelligente. Non è sicuramente il più potente dal punto di vista fisico né quello più veloce, ma vince tanti contrasti grazie all’anticipo e al senso della posizione. Ha 18 anni, ma gioca come se ne avesse 24 o 25”. Coi suoi 182 centimetri, Garcia non segue in effetti con precisione i canoni moderni dei difensori centrali straripanti fisicamente e insuperabili nel gioco aereo, ma spicca per la straordinaria abilità palla al piede, per intelligenza tattica e maturità. Si pensi che Kyle Walker, suo compagno, ha fatto il suo nome quando interrogato su quale giocatore del City avesse maggiori probabilità di diventare un tecnico della Premier League. E in spogliatoio ci sono fuoriclasse del calibro di David Silva e Kevin De Bruyne. Il suo ruolo è il difensore centrale, ma in carriera ha fatto anche il terzino destro e non stupirebbe un evoluzione in mediana prendendo appunti da Fernandinho e Rodri. E la sua diligenza non è in dubbio: “Penso che Guardiola mi aiuti tantissimo – ha detto – Ogni giorno con lui è come andare a scuola e apprendere cose sempre nuove. È bellissimo”. Vive al training-ground del City dove può focalizzarsi al 100% sulla sua carriera professionale e parla un inglese fluente sin da quando è arrivato. Sì, perché in realtà arriva da Barcellona, dove è nato e cresciuto calcisticamente al fianco, tra gli altri, dell’uomo del momento Ansu Fati, ritratto al suo fianco nella foto copertina del suo profilo twitter. Come Cesc Fabregas unitosi all’Arsenal a soli 17 anni, ma soprattutto come Piqué, che ha trascorso proprio a Manchester il passaggio dal settore giovanile al professionismo prima di tornare in blaugrana per vincere trofei su trofei.

Eric Garcia Martret nasce a Barcellona il 9 gennaio 2001. Muove i primi passi calcistici in diverse squadre locali, per entrare nel settore giovanile del Barcellona già a 7 anni, nel periodo di massimo splendore di alcuni gioielli usciti proprio da La Masia come Xavi e Iniesta. Risale spesso prima delle consuete tempistiche le varie fasce di età, vestendo nella maggior parte dei casi la fascia di capitano al braccio. Il suo talento non passa inosservato: la Spagna lo convoca nell’U16 e Carles Puyol, leggenda catalana che da qualche tempo aveva fondato con Ivan De La Peña e Ramos Sostres un’agenzia per la procura dei calciatori, lo inserisce tra i propri assistiti. È proprio l’ex capitano del Barça colui verso il quale viene puntato il dito quando nel 2017, nove anni dopo il suo ingresso in società e a seguito di una proposta di rinnovo poco allettante da parte del club blaugrana, il giocatore sceglie di unirsi al Manchester City. Gli inglesi gli promettono una partecipazione importante agli allenamenti e alla vita della prima squadra a partire dalla seconda stagione, e infatti al primo anno si limita a giocare con le varie squadre dell’Academy. La sua leadership gli vale ben presta la fascia di capitano anche nel suo nuovo club e il 18 dicembre 2018 il debutto con i “grandi” in Carabao Cup, da titolare nel quarto di finale vinto ai calci di rigore contro il Leicester. Gioca tutti e 180 i minuti delle due semifinali contro il Burton Albion, poi lascia il posto ai compagni più esperti nella gara valida per il titolo, e nel frattempo risale le varie selezioni della Roja passando per l’U17, l’U19 e l’U21.

In estate il capitano Vincent Kompany lascia la squadra per far ritorno all’Anderlecht e il City, uso a spendere milioni e milioni sul calciomercato, ritiene affidabile un pacchetto difensivo formato da Stones, Laporte, Otamendi e dallo stesso Garcia. Il 18enne gioca le amichevoli pre-campionato contro avversarie di primissimo livello come Borussia Dortmund e Liverpool e lo fa impressionando ancora una volta Guardiola, che comunque ne aveva già un’altissima considerazione. A inizio stagione la sfortuna colpisce i Citizens nel suo ruolo mettendo fuori uso sia Stones che Laporte, ma per Garcia si tratta principalmente di una grande opportunità. All’inizio il tecnico va sul sicuro utilizzando Fernandinho da centrale, poi però l’occasione arriva. Il 21 settembre scorso fa il suo esordio assoluto in Premier League subentrando al 63’ minuto della sfida stravinta per 8-0 contro il Watford e stupisce ancora una volta Guardiola, ma addirittura lo fa prima che la partita abbia inizio: “È attento a ogni cosa. Oggi avevamo dubbi riguardo la formazione dei nostri avversari – ha poi raccontato l’allenatore – e lui nel riscaldamento ha notato che stavano facendo alcuni movimenti per la difesa a quattro e me lo ha riferito. Non me lo ha detto nessun altro, lui lo ha visto e me lo ha riferito“. Quattro giorni dopo, il 24 settembre, è di nuovo in campo, stavolta da titolare. Guida la difesa che non subisce gol dal Preston (al suo fianco il 17enne Taylor Harwood-Bellis) e fa un altro passo verso il riconoscimento completo dello status di giocatore della prima squadra, in una delle formazioni più forti al mondo. E ora la strada verso il successo sembra davvero in discesa.

Foto: twitter personale Garcia