Ultimo aggiornamento: martedi' 01 dicembre 2020 00:34

DA SCOMMESSA DEL REAL AI SUCCESSI IN GERMANIA: ZÉ ROBERTO, NUMERI DA LEGGENDA

29.11.2017 | 10:35

Ze Roberto

Zè Roberto dice basta. A 43 anni suonati il calciatore brasiliano ha deciso ufficialmente di appendere gli scarpini al chiodo. Dopo una lunga carriera in Europa durante la quale ha vestito – fra le altre – le maglie di Bayer Leverkusen, Bayern Monaco e Real Madrid, quella contro il Botafogo è stata l’ultima partita con la maglia del Palmeiras, oltre che il match con cui il centrocampista di Ipiranga si è congedato dal calcio giocato. Lo ha fatto dopo aver contribuito alla vittoria del club, che ha concluso al secondo posto il proprio cammino nel Brasileirão 2017. Il match contro il Botafogo è stata un’autentica festa per i Verdão, non soltanto per il risultato, ma soprattutto per il caloroso saluto riservato da tutto lo stadio a Zè Roberto, ultima grande bandiera del calcio brasiliano targato anni ’90. E pensare che appena un anno fa aveva vinto il suo primo campionato brasiliano, all’età di 42 anni, rivelandosi uno dei protagonisti assoluti dei Verdão. La sua esperienza con il Palmeiras si chiude con uno score di 133 partite, 69 vittorie, 10 gol, 11 assist e 2 titoli vinti. Il club ha utilizzato i social per ringraziarlo, definendolo una “leggenda”, mentre alcuni compagni hanno parlato di un discorso d’addio estremamente emozionante, tenuto nello spogliatoio del club. Per lui parla il suo palmares: 4 campionati in Germania vinti con il Bayern Monaco tra il 2002 e il 2008, una Liga spagnolo vinto con il Real Madrid nel 1996/97, due Confederations Cup e due Copa América alzate vestendo la maglia del Brasile.

José Roberto da Silva Júnior, più conosciuto con il nome di Zè Roberto, nasce il 6 luglio 1974 a Irpiranga, piccolissimo comune brasiliano nello Stato del Paraná. Muove i suoi primi passi tra le fila della Portuguesa, prima di esser notato da alcuni scout del Real Madrid che lo portano in Spagna nel marzo 1997, scommettendo sulle sue grandi qualità. Dopo appena 15 presenze, però, i Blancos decidono di mandarlo in prestito al Flamengo nel dicembre dello stesso anno. Pochi mesi più tardi viene acquistato dal Bayer Leverkusen, con cui è finalista perdente della Champions League 2001-2002. In quattro stagioni colleziona complessivamente 150 presenze, impreziosite da 18 gol e innumerevoli assist. In avvio di carriera giocava prevalentemente come ala sinistra, dotata di una velocità impressionante, un dribbling disarmante e di un mancino fatato, che gli permetteva di sfornare assist in quantità industriale per i compagni. Nell’estate 2002 ecco il trasferimento al Bayern Monaco insieme al compagno di squadra Michael Ballack. Con il club di Monaco ha giocato per quattro stagioni consecutive, dal 2002 al 2006, vincendo ben 3 campionati tedeschi, 3 Coppe di Germania e una Coppa di Lega tedesca. Numeri importanti, che gli valgono la conferma per in Nazionale per il Mondiale del 2006. Con la Seleçao ha esordito nel 1997, facendo poi parte della spedizione brasiliana per il torneo iridato 1998 (chiuso al secondo posto alle spalle della Francia) e appunto 2006, edizione in cui è stato titolare della squadra e ha segnato l’ultimo gol della vittoria per 3-0 contro il Ghana agli ottavi di finale. Dopo i mondiali tedeschi, Zè Roberto lascia il Bayern, complice anche un contratto in scadenza, e si accorda per un anno con il Santos, tornando così nel campionato brasiliano dopo nove lunghi anni. Nell’estate successiva, però, il classe ’74 riapproda nuovamente in Baviera, conquistando un altro campionato tedesco e la Coppa di Lega. Il 4 giugno 2009 il giocatore ufficializza che a fine campionato lascerà il Bayern, questa volta definitivamente, e ciò viene confermato anche dal presidente Karl-Heinz Rummenigge che gli aveva proposto un prolungamento fino al 30 giugno 2010. Nell’estate dello stesso anno firma un biennale con l’Amburgo, esperienza che si chiuderà con un bilancio positivo di 72 presenze e 8 reti. Prima di tornare ancora una volta in Brasile, gioca per una stagione in Qatar, con la maglia dell’Al-Gharafa. Ma è soltanto il preludio del ritorno in patria: il 4 maggio 2012 viene infatti ingaggiato dal Gremio, dove resta per tre stagioni giocate su altissimi livelli, nonostante l’età non proprio giovanissima. Il 23 dicembre 2014 lascia il Tricolor e si accasa al Palmeiras. Con i Verdão conquista il primo posto nel girone al Campionato Paulista, ma perde la finale con il Santos. Le sue prestazioni spingono il club a rinnovargli il contratto per altri due anni, mai scelta fu più azzeccata. Nella stagione successiva, infatti, Zè Roberto trascina il Palmeiras alla vittoria della Coppa del Brasile e, come se non bastasse, pochi mesi più tardi arriva anche il successo nel Brasileirão. Facile intuire il motivo per cui il 43enne Zè Roberto sia ritenuto una leggenda dalle parti di San Paolo, ma non solo. Una carriera da urlo, lunga ben 23 anni, durante la quale ha alzato al cielo tanti trofei e mutato il suo ruolo in campo con una naturalezza senza eguali: prima ala offensiva, poi incontrista in mezzo al campo, quindi regista basso e successivamente anche terzino di qualità, mettendo sempre a disposizione della squadra una tecnica sopraffina, una corsa da quattrocentometrista e una forza di volontà spaventosa. Caratteristiche che hanno permesso al classe ’74 di brillare per tutto l’arco della sua carriera, fino alla veneranda età di 43 anni. Un traguardo di tutto rispetto, quasi un miraggio per la maggior parte dei calciatori, che fa inevitabilmente di Zè Roberto una vera leggenda del calcio brasiliano e mondiale.

Foto: Twitter ufficiale Palmeiras