Ultimo aggiornamento: lunedi' 20 settembre 2021 20:00

CORREA, EL TUCU DI CLASSE

28.04.2021 | 13:00

L’Estudiantes, il paragone con Veron e la Serie A come se fosse stata scritta dagli astri. Un predestinato Joaquin Correa che, in questa terza stagione alla Lazio, è diventato sempre più decisivo conquistando la fiducia di Inzaghi e di tutto l’ambiente biancoceleste. La doppietta realizzata contro il Milan è solo l’ultima grande prestazione dell’argentino. Una doppietta arrivata nel momento più difficile per la Lazio, dopo il k.o di Napoli e con il sogno Champions che si era allontanato, ma il il 3-0 dell’Olimpico di lunedì scorso ha nuovamente cambiato lo scenario. E adesso la Lazio ci crede, spera di poter conquistare l’obiettivo anche grazie alla classe di Correa.

Chiamatemi “El Tucu”, per non dimenticare mai le sue origini: è nato il 13 agosto del 1994 nella Provincia di Tucumán in Argentina, a Juan Bautista Alberti (meno di venticinquemila abitanti). D’improvviso la grande occasione, la chiamata dell’Estudiantes e il passaggio nella grande metropoli di La Plata, nella regione di Buenos Aires. Dopo tutta la trafila nel settore giovanile arriva l’esordio a 17 anni e la pesante eredità con chi ha scritto la storia di quel club: Juan Sebastiàn Veròn. Il giovane Correa non si spaventa e, con le prestazioni in campo, grazie alla sua tecnica dimostra di non essere da meno. Pur restando un trequartista vecchio stampo, il classico 10,  è stato spesso impiegato come esterno a sinistra in un 4-4-2 con licenza di accentrarsi per sprigionare tutta la sua imprevedibilità nelle giocate. Alla sua forza fisica si unisce anche una certa rapidità che lo rendono pericoloso in fase offensiva. I paragoni, nel corso degli anni, sono stati molteplici: c’è chi lo vede come Pastore, per le caratteristiche fisiche e il modo di toccare il pallone, e chi lo accosta al primo Kakà, per le sue accelerazioni palla al piede. Ma Correa non si è mai fermato a questi confronti ed ha sempre guardato avanti con l’obiettivo di migliorarsi sempre di più.

La Serie A nel destino, dicevamo, perché la prima chiamata dall’Italia arriva nel 2012 dall‘Inter che però non concretizza l’affare. Correa arriva comunque nel bel Paese 3 anni più tardi: nel gennaio 2015, alla Sampdoria, grazie al presidente Massimo Ferrero che non si lascia sfuggire questa opportunità. In blucerchiato resterà per 18 mesi dove, ancora giovane, lascia intravedere tutto il suo talento. L’opportunità più grande però arriva con il trasferimento in Spagna, al Siviglia, dove resta per due anni (da luglio 2016 al 2018). Nella Liga spagnola avviene la sua maturazione calcistica dove colleziona, nel biennio, 75 presenze con 15 gol all’attivo.

L’Italia però lo chiama ancora: nel 2018 la Lazio piazza il colpo con il suo acquisto. La consacrazione definitiva arriva all’ombra del Colosseo, nella città eterna. In questi anni in biancoceleste non sono mai mancati assist, dribbling e gol. Inoltre è migliorato tantissimo anche dal punto di vista tecnico e tattico: come ruolo si è avvicinato più alla porta, diventando il partner d’attacco di Ciro Immobile. Ed è con la maglia della Lazio che ha riconquistato anche la Nazionale argentina. Correa sa, che adesso, non può fermarsi: a 26 anni il futuro è tutto dalla sua parte, con nuovi obiettivi e altri traguardi da raggiungere.

 

Fsp – FOTO: Profilo Ufficiale Instagram di Correa