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Conte: “Bisogna ragionare con il “noi”, non con l'”io”. Testa bassa e pedalare”

07.07.2019 | 15:38

“Bisogna ritrovare la passione per questo sport, la stiamo un po’ perdendo. Noi dovremo avere più passione nei confronti di questo sport”.

“In Inghilterra sono stati bravi dal punto di vista di diritti tv, stadio di proprietà e marketing, a rendere la Premier League il miglior campionato del mondo. Hanno capito e unito competenza tecnica e forza economica. L’avvento di tanti allenatori stranieri ha portato miglioramenti dal punto di vista tecnico. Le squadre inglesi oggi fanno paura, c’è poco da dire. Penso che noi in Italia ci stiamo muovendo nella giusta direzione, con calma, ma ci stiamo muovendo. Non c’è solo intensità, prima c’era ma senza disciplina tattica. I più importanti allenatori del mondo alla guida di squadre inglesi hanno portato un miglioramento anche tecnico. Dovremo essere bravi ad alzare l’intensità mantenendo la nostra idea”.

“Icardi e Nainggolan? Sono in linea con l’idea della società”.

“Vedendo la rosa dell’Inter si capisce che la difesa è molto forte, e non mi riferisco solo a Godin, Skriniar e De Vrij. Stiamo parlando di D’Ambrosio, Bastoni, Ranocchia, che giocherebbe titolare in qualsiasi altra squadra di Serie A. Partiamo con giocatori forti in quel settore pensando ad una difesa a 3, ma non ho un dogma fisso. Tante volte sono partito con un pensiero arrivando poi ad un altro, l’importante è rimanere nei principi e voler fare un calcio propositivo, ad alta intensità, che appassioni i nostri tifosi. Lautaro è un giocatore forte che l’anno scorso ha fatto un anno di ambientamento importante, ha fatto un’ottima Coppa America, non vedo l’ora di scoprirlo. Ogni allenatore parla di un calciatore, ma la vera soddisfazione è vederlo, tastarlo, capirne le qualità professionali e umane e migliorarle. Un bravo allenatore migliora i propri giocatori”.

“Vanno sottolineati i meriti di Spalletti nei suoi due anni di Inter. Gli è stato chiesto di entrare in Champions e lui lo ha fatto, mi lascia una buona base, e lo ringrazio per il lavoro che ha svolto perché è per lui e per i calciatori che possiamo giocare in questa manifestazione e non in Europa League. L’obiettivo è avere più stabilità, cercare di arrivare ad essere più regolari. Negli ultimi due anni la qualificazione è arrivata all’ultimo e con grande pathos. Dovremo cercare di alzare l’asticella e avvicinarci a chi oggi ci è davanti, non guardare chi c’è dietro, e trovare il modo di colmare questa distanza. Il nostro gioco cercherà di trasmettere passione ai nostri tifosi attraverso lo sforzo ed il lavoro. Ci sarà molto da fare dal punto di vista tattico per far sì che tutti dicano “Questa è l’Inter”. Cerchiamo un marchio di fabbrica, e su questo lavoreremo per rendere orgogliosi i nostri tifosi. Questa è una cosa a cui tengo tanto: dare soddisfazioni ai tifosi a prescindere dal risultato”.

“Il paragone Perisic-Eto’o è giusto nell’idea, perché Eto’o sacrificava l'”io” in favore del “noi”, è stato giusto dal punto di vista mentale. Io cerco disponibilità dai miei calciatori, che pensino per la squadra e non per il sé, lo credo io e lo crede il club. Avremo tempo per conoscerci e fare un percorso. Il mercato dura fino agli inizi di settembre. Chiedo disponibilità da parte di tutti e la voglia di non guardare al sé. Chi non lo pensa, amici come prima ma poi faremo altre scelte”. 

“Quella con la Juventus sarà una partita importante, andremo a sfidare i detentori del titolo da 8 anni, saranno due partite molto importanti, a San Siro e allo Stadium, ma non saranno le uniche due partite, ce ne sono altre 36. Se hai l’ambizione di vincere non puoi focalizzarti su solo due partite. Ci sarà emozione, dal mio punto di vista, nell’entrare nello Stadium. Conoscete la mia storia e il mio passato, quindi ci sarà sicuramente emozione fin quando non ci sarà il fischio d’inizio, poi so benissimo che sarò un avversario e che la Juventus lo sarà per me e per noi per tutto il campionato. Dovremo essere pronti a combattere e cercare di prevalere l’una sull’altra”.

“L’obiettivo è quello comune: costruire qualcosa di importante, mettere le basi per tornare ad essere competitivi come l’Inter era un bel po’ di tempo fa. Vogliamo lavorare tanto e speriamo nella data di scadenza, il 2022, di lasciare un’eredità a chi eventualmente verrà”.

“Fare paragoni con il passato, che possano essere gli inizi con la Juventus, con il Chelsea, perché sono sempre situazioni molto diverse. Da domani inizieremo a lavorare, sarà molto importante avere il contatto e la quotidianità con i calciatori e recepire le giuste sensazioni e trasferirle. Oggi noi partiamo da una buona base di calciatori di una squadra che si è qualificata per due volte in Champions da quarta in classifica. Dobbiamo lavorare su questa base per cercare di migliorare, eliminando i problemi che ci sono stati in precedenza e cercando di aggiungere quei profili che pensiamo che facciano al caso nostro, dal punto di vista sia calcistico che umano: questa è la strada da percorrere. Al momento è difficile fare previsioni, ma non dobbiamo porci dei limiti. Per quanto riguarda la Champions League, dovremo cercare di dare il massimo in ogni competizione che ci vedrà protagonista, partendo con l’obiettivo che niente è impossibile, questo deve essere chiaro nella nostra mente. Sappiamo che ci sono delle difficoltà enormi, ma noi dovremo lavorare con voglia e desiderio di fare qualcosa di straordinario. Per fare questo hai bisogno di buoni giocatori, ma soprattutto di uomini straordinari”.

Devo avere la percezione di avere solo l’1% di possibilità di poter vincere. Questo vuol dire avere il 99% di chance di perdere, ma a me piace lavorare su quell’1%. C’è una squadra che da 8 anni a questa parte sta facendo un campionato a parte e questa non è una cosa nuova, e c’è il Napoli che negli anni si è assestato, è una squadra collaudata. Noi dobbiamo essere bravi a non impiegare troppo tempo. In Italia c’è questa situazione, non dimentichiamoci che l’Inter si è qualificata all’ultima giornata in Champions League per due anni di fa. Nessuno ha la bacchetta magica, posso solo dire che lavoreremo tanto e bene, cercando di fare meglio degli altri se vogliamo avere la speranza di colmare questo gap, che esiste ma non deve assolutamente essere un alibi o un qualcosa che ci fa diventare arrendevoli. Nella Juventus partimmo dopo due settimi posti vincendo il campionato, con il Chelsea arrivavo da un decimo posto, penso che con la Nazionale abbiamo fatto un percorso importante, potevamo andare avanti se non fossimo usciti contro la Germania. Nulla è impossibile, però dobbiamo anche sapere che c’è da lavorare tanto, in campo, sul mercato, sulla mentalità. Quello che posso promettere oggi ai tifosi è che daremo tutto”.

“Parto sempre dal presupposto che con l’io non si va da nessuna parte, non ho la presunzione di poter portare 10 punti in più alla mia squadra. Si ragiona con il “noi”, per questo noi lavoriamo per essere un gruppo unito, coeso. Tutti insieme possiamo ottenere quei 20-25 punti in più rispetto ai precedenti campionati. Sicuramente dovrò indicare la strada, questa è la mia responsabilità e dovrò essere molto attento affinché tutti i giocatori seguano questa squadra. Arrivare alla vittoria non è semplice, è una strada fatta di fatica, volontà, passione, sofferenza, sudore. Però il mio compito è indicare questa squadra, se vogliamo pensare da vincenti. Altrimenti, se qualcuno non ha questo tipo di ambizione è giusto che in maniera molto onesta si faccia da parte. Noi da questo punto di vista dovremo essere molto chiari. Poi ci saranno i calciatori, confido molto nella nostra rosa e sono convinto che tutti insieme possiamo costruire qualcosa di importante, ma non sarà facile. Ci sarà da lavorare tanto, e noi dovremo essere contenti di sudare per arrivare all’eccellenza. La storia e i trofei ti fanno capire l’importanza del club nel mondo, sicuramente devono essere un motivo in più per cercare, ripeto, di tornare dove si era un bel po’ di tempo fa”.

Io top player dell’Inter? Ringrazio il direttore per avermi definito così, però penso che i top player l’Inter li debba avere in campo. C’è una buona base per costruire qualcosa di importante. Sicuramente io dovrò dare un apporto importante come ho sempre fatto nelle mie precedenti avventure. Ho una grande responsabilità nei confronti di chi mi ha scelto, del mio nuovo club e dei tifosi. Sono pronto a prendermele e condividerle con chi scenderà in campo. Questo è il periodo delle chiacchiere. Noi dobbiamo parlare poco e lavorare tanto. Mi piace ricordare: testa bassa e pedalare. Dovremo essere bravi, feroci e concentrati sul nostro obiettivo: avere e dare stabilità. Per fare una grande stagione bisogna avere queste caratteristiche: ferocia, grande voglia di lavorare, di mettersi in discussione, grande spirito di sacrificio e avere l’obbligo di uscire ogni domenica con la famosa maglia sudata. Questa è una cosa che pretenderò da tutti i calciatori e so che possono fare questo”.

“Scegliere l’Inter è stato semplice, ci siamo trovati ad avere la stessa visione, e questo è stato molto importante con me. Quando ho parlato con il direttore prima e il presidente poi ho capito che condividiamo l’idea di costruire qualcosa di grande che sicuramente passerà attraverso un percorso di lavoro, fatica e sudore. Ho riscontrato la stessa voglia, la stessa ambizione e visione mia da parte loro. La presenza di Marotta è stato un incentivo, perché mi conosce bene, conosce i miei pregi e difetti. L’Inter è una società con grande tradizione, una delle più importanti al mondo. Per me è stato semplice accettare. Vincere subito? Non voglio pormi limiti né darne all’ambiente, perché questo vuol dire creare alibi. Negli ultimi anni si è creato un gap enorme nei confronti di una squadra, che è la Juventus, però c’è anche il Napoli, che ha dimostrato con serietà di poter competere ad ottimi livelli. Sappiamo di dover lavorare tanto e meglio degli altri per colmare questo gap. Dobbiamo partire con ambizione e dare il meglio di noi stessi, senza avere recriminazioni. Vediamo poi cosa accadrà alla fine”.

Si alza il sipario sulla stagione 2019/2020. Il ritiro dei nerazzurri inizierà lunedì a Lugano. Prima della partenza per la svizzera, però, direttamente dalla nuova sede dell’Inter di Viale della Liberazione, Antonio Conte parlerà per la prima volta da tecnico nerazzurro, in una conferenza stampa alla quale parteciperà anche l’amministratore delegato del club, Giuseppe Marotta.

Foto Youtube Inter