Ultimo aggiornamento: venerdi' 11 giugno 2021 00:28

CONCEICAO, LE IDEE CHIARE VANNO IN PORTO

10.03.2021 | 13:10

Sergio Conceicao ed il suo Porto sono ai quarti di finale di Champions League con merito, eliminata all’Allianz Stadium una Juventus che ha pagato cara ogni sua distrazione. Il 2-1 dell’andata aveva lasciato tante polemiche, il rigore non dato su Ronaldo nel finale era evidente, ma i bianconeri avevano regalato il primo gol con l’erroraccio di Bentancur; nella gara di ritorno si può dire altrettanto col rigore concesso al 19′ e trasformato da Sergio Oliveira, ancor di più sul calcio di punizione del momentaneo 2-2, con la barriera che si apre e non dà la giusta copertura a Szczesny. I bianconeri non hanno sfruttato l’inerzia del match, che in avvio di ripresa era decisamente a loro favore, complice il pareggio di Chiesa e l’ingenua espulsione di Taremi per doppia ammonizione, reo di aver allontanato il pallone a gioco fermo.
Ma è proprio allora che il Porto di Conceicao, roccioso e dalle idee ben chiare, ha capito che era il momento di soffrire e lo ha fatto alla grande: un eroico Pepe al centro della difesa, coadiuvato da un giovane interessantissimo, Mbemba, hanno respinto tutto ciò che arrivava dalle loro parti con l’aiuto di Marchesin, portiere efficace e attento in tutti e 120′. Jesus Corona ha mostrato di avere qualche polmone in più, instancabile sulla fascia destra: era inevitabile concedere qualcosina nel finale ad un fresco Kulusevski dopo quasi due ore di corsa forsennata.
Sergio Oliveira, che ha condannato la Juve con le sue due reti su calcio piazzato, la prima su rigore, la seconda su punizione, non ha mai smesso di dare il suo contributo in fase di copertura e nelle occasioni di ripartenza avute.
E’ la vittoria di un gruppo che, a differenza delle incertezze mostrate dagli avversari, aveva ben chiaro in testa il proprio compito, ed il merito va tutto a Sergio Conceicao.

Parliamo di un allenatore che ha già fatto tanta gavetta, nonostante la ancora giovane età (classe 1974): gli inizi risalgono al 2010, da vice allo Standard Liegi. Poi una stagione all’Olhanense, una all’Academica, una al Braga e una al Vitoria Guimaraes. Nel 2016-17 si sposta in Francia, l’avventura del Nantes lo vede rilevare un club in acque pericolose, al penultimo posto in classifica, riportandolo in ottava piazza e ottenendo un rinnovo di tre anni. Ma nel giugno del 2017 non si può dire di no alla proposta del Porto ed è la sua consacrazione in panchina: due titoli in Primeira Liga, una Coppa di Portogallo e due Supercoppe. In Champions League i suoi vengono eliminati per due annate consecutive dal Liverpool, lo scorso anno in Europa League il colpo del ko è arrivato dal Bayer Leverkusen.
Oggi il Porto è ai quarti di finale, e sebbene tutte le potenziali avversarie spaventano anche più della Juventus, giocare senza i favori del pronostico è più semplice, e l’undici di Conceicao non vede l’ora di imbrigliare un’altra big del calcio europeo per spingersi oltre ogni più rosea aspettativa.

 

 

Foto: Twitter Porto