Cagni zimbio

CAGNI TORNA IN CATTEDRA. A CASA SUA

Il maestro Gigi Cagni torna in cattedra a Brescia, a casa sua, dove tutto è iniziato qualche tempo fa. L’allenatore subentra al posto di Cristian Brocchi, il suo compito sarà conquistare una complicata salvezza in cadetteria. Per Cagni questa rappresenta l’ennesima stimolante sfida, ma chiaramente avrà un sapore speciale. Il tecnico, protagonista di numerose imprese in carriera, nasce il 14 giugno del 1950 e dopo aver archiviato l’esperienza da calciatore (oltre 10 anni nel Brescia tra giovanili e prima squadra), inizia il proprio percorso da allenatore. Un avvio a piccoli passi che poi lo porterà a diventare uno dei tecnici italiani più ambiti in Serie A: fautore del 4-3-3 e della zona mista (in cui era previsto l’impiego stabile di un libero), negli anni Novanta ha ripudiato apertamente il gioco a zona di stampo sacchiano, per questo è stato accusato di difensivismo. Predilige particolarmente il gioco sulle fasce finalizzato al cross, per sfruttare le caratteristiche di un centravanti forte nel gioco aereo e di sponda. La sua prima esperienza in panchina è proprio a Brescia, nelle giovanili, dove ci resta soltanto un anno. Successivamente la Centense nella vecchia Serie C2 e il Piacenza, club con il quale ottiene immediatamente il salto in Serie B e nel 1993 conquista la prima storica promozione in Serie A. Questa la prima vera impresa di Gigi Cagni che, però, continuerà a sorprendere anche negli anni seguenti. I suoi risultati attirano anche l’attenzione di Massimo Moratti che medita la possibilità di portarlo all’Inter. Nel 1996, dopo sei lunghi anni, lascia Piacenza per approdare all’Hellas Verona, neopromosso in Serie A. La squadra finisce al terzultimo posto in classifica retrocedendo in Serie B e Cagni, inizialmente riconfermato, viene esonerato nel corso del campionato 1997-1998. Nelle due annate successive subentra sulle panchine di Genoa (al posto di Giuseppe Pillon) e Salernitana (sostituendo Adriano Cadregari).

Nel 2000, sempre in Serie B, siede sulla panchina della Sampdoria ed ottiene il quinto posto. Nell’annata successiva viene esonerato e sostituito da Gianfranco Bellotto. Nel febbraio 2003 torna a Piacenza, in Serie A, sostituendo l’esonerato Andrea Agostinelli. Purtroppo non riesce ad evitare la retrocessione nel campionato cadetto, ma rimane alla guida degli emiliani anche nel torneo successivo. Nel 2004-2005 guida il Catanzaro, in Serie B, subentrando all’esonerato Piero Braglia. Ma soltanto dopo pochi mesi arrivano le dimissioni. Nel 2014 dichiarerà: “A Catanzaro ho vissuto l’esperienza calcistica più brutta della mia carriera”. Nel gennaio del 2006 accetta la chiamata dell’Empoli portandolo incredibilmente alla qualificazione in Coppa UEFA, ma nella competizione internazionale verrà eliminato al primo turno dei preliminari. Il tecnico bresciano, però, compie un’altra grande impresa. Il 29 maggio 2008 firma per due anni con il Parma, appena retrocesso in Serie B. Dopo aver ottenuto 6 punti nelle prime 6 gare, il 30 settembre 2008 viene allontanato con la squadra al 14° posto in classifica. Nel 2010 fu contattato dalla Nazionale panamense per ricoprire l’incarico di ct, ma Cagni non accetterà. Il 6 ottobre 2011 torna in Serie B alla guida del Vicenza, al posto di Silvio Baldini. Ottiene 10 punti nelle ultime 5 gare portando il Vicenza ai play-out, dove, sconfitto dall’Empoli 3-2 nella gara di ritorno, retrocede in Lega Pro Prima Divisione. La sua esperienza in biancorosso si conclude qui. Il 23 febbraio 2013 riparte dallo Spezia dove sostituisce l’esonerato Gianluca Atzori. Esordisce sulla panchina dei liguri ottenendo un pareggio sul campo della Reggina. L’11 maggio seguente conquista la salvezza con una gara d’anticipo, pareggiando 1-1 in casa del Padova. Chiude il campionato al 13° posto a 51 punti. Nella stagione 2015-2016 ricopre l’incarico di vice alle spalle di Walter Zenga alla Sampdoria. Il 2 settembre, dopo l’eliminazione in Europa League, il suo rapporto con i blucerchiati si interrompe. Ma torniamo al presente: da ieri sera Gigi Cagni è il nuovo tecnico del Brescia, del suo Brescia. L’obiettivo è risollevare le sorti delle Rondinelle nel torneo cadetto e conquistare la salvezza. Stavolta l’ormai esperto allenatore è chiamato a compiere una piccola impresa proprio a casa sua, davanti al proprio pubblico.

Foto: zimbio

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