Beccalossi, addio a un talento del grande calcio italiano

06/05/2026 | 10:00:14

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Se n’è andato uno dei talenti più puri e imprevedibili del calcio italiano. Evaristo Beccalossi è morto nella notte, lasciando un vuoto enorme nel cuore degli appassionati, soprattutto di chi ha vissuto il calcio romantico degli anni Settanta e Ottanta, fatto di fantasia, estro e numeri fuori copione. Il calcio super della Serie A che era il miglior campionato del mondo.

Nato a Brescia il 12 maggio 1956, Beccalossi cresce calcisticamente proprio con la maglia del Brescia, mettendosi subito in mostra per una tecnica sopraffina e una visione di gioco rara. Gioca con le Rondinelle dal 1972 al 1978 in Serie B. Trequartista elegante, mancino delicato, capace di inventare calcio come pochi, diventa presto uno dei simboli di un’epoca in cui il numero 10 aveva il compito di far sognare.

La sua consacrazione arriva con l’Inter , squadra con cui scrive le pagine più importanti della sua carriera. In nerazzurro gioca dal 1978 al 1984, conquistando uno scudetto nella stagione 1979-80 e diventando l’idolo di San Siro. Non era un calciatore banale: Beccalossi divideva, faceva discutere, alternava partite geniali ad altre più opache. Ma quando era ispirato, riusciva a cambiare una gara con una giocata impossibile.

Celebre il rapporto speciale con i tifosi interisti, che vedevano in lui il simbolo del talento libero, spesso fuori dagli schemi. Gianni Brera lo soprannominò “Becca”, mentre molti allenatori faticavano a imbrigliarne il carattere e l’istinto. Lui però rispondeva sempre a modo suo: con tunnel, assist illuminanti e gol spettacolari.
Lascia l’Inter nel 1984, dopo 217 presenze e 37 gol. Oltre allo scudetto, vinse pure una Coppa Italia in nerazzurro e una alla Sampdoria, nel 1985.

Nel corso della carriera veste anche le maglie di Monza e ancora Brescia, chiudendo un percorso fatto di oltre 400 presenze tra i professionisti. Con la Nazionale italiana non colleziona presenze, se non con quella olimpica.

Dopo il ritiro resta legato al mondo del calcio e soprattutto all’Inter, entrando per sempre nell’immaginario collettivo dei tifosi nerazzurri. Per molti non è stato soltanto un giocatore, ma un modo di interpretare il calcio: creativo, imprevedibile, umano.

Con la scomparsa di Beccalossi se ne va uno degli ultimi veri fantasisti del calcio italiano. Un calciatore che non seguiva gli schemi, ma il cuore e l’ispirazione. E proprio per questo impossibile da dimenticare.
Foto: Instagram Beccalossi