Baldini: “Un nuovo CT? Gente con curriculum, i vari Guardiola o Fabregas. I convocati? Sono consapevole delle mie scelte”

29/05/2026 | 15:33:14

article-post
Aggiungi Alfredo Pedullà tra le tue fonti preferite su Google

Silvio Baldini, CT ad interim della Nazionale, ha parlato in conferenza stampa soffermandosi su altri temi.
Le sue parole: “Io prenderei allenatori con curriculum. Inutile dire nomi, tipo Guardiola o Fabregas… In Italia abbiamo tanti allenatori bravi e non voglio fare nomi di tecnici italiani. Quelli che si sentono sono in grado di dare un’impronta. Io spero che chi arriverà possa essere una persona a cui io sia utile, non un impiccio”.

Cosa ha chiesto ai suoi ragazzi e cosa vuol vedere in campo? “Gli ho chiesto di essere se stessi, di giocare con entusiasmo, di pensare che sono i più forti. La vita a volte fa delle sorprese e loro non devono perdere l’occasione. Devono far vedere di essere bravi, ma serve essere squadra. Quindi aiutare i compagni quando sono in difficoltà”.

C’è un allargamento della base da cui si sceglie? “Hanno modo di vedere campionati e culture diverse. In comune tutti hanno il fatto che sono innamorati di ciò che fanno, sono puliti, non sono inquinati dal denaro o dal successo. Io cerco di fargli capire che il calcio è anche uno stile di vita, per andare alla ricerca delle risposte che vogliono”.

Come sta vivendo questa avventura? I suoi principi possono arrivare a questa Nazionale? “L’emozione è stata bella fino a ieri, l’attesa era la cosa più bella perché era una cosa che mai avrei pensato di fare. Io cerco di traslare i principi e il rispetto alla squadra. Io metto delle regole e voglio che siano rispettate. Non ci sono multe, per me è riduttivo, non fa capire che hai sbagliato. Per me chi sbaglia va a casa. I ragazzi sanno che sono una persona credibile, trasparente, senza filtri. Io gli ho spiegato che non sono qua per mettere regole o fare il comandante, voglio però fargli capire che senza regole non ci sono principi e senza principi non c’è una squadra. Bisogna essere inquadrati nelle regole: alimentazione, sveglia, andare in palestra, recuperare bene. In generale il dedicare tutto al proprio corpo per arrivare in partita ed esprimersi al meglio”.

Quali sono i calciatori già pronti? “Se li ho convocati, sono convinto che con libertà e senza pressioni possono vincere queste due partite. Conoscendoli so che hanno grandissime qualità tecniche”.

Il ct della Grecia ha polemizzato sui tanti giovani… “Al ct della Grecia non rispondo, lui può esprimere ciò che crede. E’ stata una sua opinione. Mi stupisce che nel paese dove è nata la democrazia, la Grecia, ci si preoccupi di quello che fanno gli altri”.

Perdere sarebbe dannoso anche per il ranking… “Ci può essere questo rischio, ma nessuno può prevedere cosa succede nelle partite. Io però cosa posso fare? Io non ho paura di giocare queste partite, sono sicuro che i ragazzi possono vincerle e quindi non mi pongo il problema. Se parto con l’idea di perdere non ho entusiasmo e non ho fiducia, e i ragazzi questo lo sentono”.

Lei si è sempre considerato un anarchico… Cosa sta portando e come sta cambiando la Nazionale? “Io mi sento un uomo libero, l’anarchia oggi è un concetto complicato. Non è più l’anarchia di una volta, per questo mi definisco una persona libera. Io porterò qua la libertà di sprigionare il proprio talento senza troppi blocchi. Poi chiedo che soprattutto senza palla bisogna correre per recuperarla il prima possibile, se uno perde palla gli altri devono scalare e stringere per non prendere gol. Io voglio dargli il senso di responsabilità, non consideriamoli solo ragazzini”.
Foto: sto FIGC