Ultimo aggiornamento: venerdi' 15 ottobre 2021 00:25

ARAUJO, UN NOME PER LA RIFONDAZIONE BLAUGRANA

21.09.2021 | 12:16

Il colpo di testa del pari di Ronald Araujo al 90′ in un Camp Nou freddo, gelido e spento, ha evitato al Barça il ko contro il Granada nella 5a giornata di Liga. Un pareggio che potrebbe non bastare per salvare la panchina di Ronald Koeman, tecnico olandese dei blaugrana. Secondo le voci provenienti dalla Spagna nella serata di ieri, infatti, i rapporti con il club catalano sembrerebbero compromessi e vicini ai titoli di coda. Una prima lista di nomi fatta dai colleghi spagnoli vede in pole position Andrea Pirlo, molto gradito a Laporta. Da non escludere l’ipotesi legata a Xavi Hernandez.

Ma torniamo su Araujo: Ronald Araujo nasce a Rivera, Uruguay, il 7 marzo del 1999. E’ un difensore centrale di piede destro, molto veloce e abile nel colpo di testa. Ronald cresce nelle giovanili del Rentistas, squadra biancorossa di un quartiere di Montevideo: Cerrito de la Victoria.
L’esordio in prima squadra avviene il 24 settembre 2016 nel successo di misura contro il Tacuarembo’.
L’anno seguente cambia maglia e saluta il Rentistas dopo 17 presenze e 7 gol, la nuova tappa è il Boston River, altra società con sede a Montevideo.
Nell’estate 2018 viene acquistato dal Barcellona per poco meno di 5 milioni di euro, aggregandosi inizialmente alla squadra B e registrando 44 presenze condite da 6 gol e 3 assist. Araujo, infatti, nasce e cresce come punta centrale, ma in Catalogna viene retrocesso fino alla zona centrale della difesa. Il suo ex allenatore, Sergio Cabrera, ne ha parlato così ai taccuini di AS:  “Per questo motivo ha questa tecnica, una buona conduzione, è abile di testa e ama spingersi avanti”.
La stagione 2019-20 lo vede debuttare in Liga con la prima squadra nel 4-0 rifilato al Siviglia. Esordio sfortunato, in cui l’uruguaiano entra al 73′ e viene espulso prima del termine del match. Fa parte anche della lista Champions e dopo il lockdown è convocato in prima squadra in pianta stabile, debuttando da titolare nel poker esterno contro il Maiorca.
Araujo trova sempre più spazio col trascorrere del tempo, gioca la sua prima in Champions nel 5-1 agli ungheresi del Ferencvaros. Alcuni problemi di natura fisica ne rallentano l’esplosione, ma rientra e riesce anche a segnare un gol in blaugrana contro il Valencia (gara conclusasi 2-2).
E’ membro importante della Nazionale dell’Uruguay, già 6 presenze con l’Under-18, 12 arricchite da due gol con l’Under-21, e 3 con i “grandi”.

Quello di ieri sera è il secondo centro al Camp Nou, vedremo nelle prossime ore se sarà sufficiente per la permanenza del tecnico Koeman: con il tecnico olandese Araujo è stato investito di un ruolo importante nel club, dopo averlo solamente assaggiato con Valverde e Setién. Laporta è consapevole che sarebbero arrivati momenti complicati dopo gli addii estivi di Messi e Griezmann, ma sul campo i risultati giunti finora sono più deludenti del previsto. Serve una svolta per non sprofondare sempre più in basso dopo tanti anni al top d’Europa, e Araujo può essere uno dei nomi caldi per garantire la rifondazione. Il suo contratto scade nel giugno 2023 e vanta una clausola rescissoria da 100 milioni di euro, fondamentale prolungare per dargli le redini della retroguardia blaugrana del futuro. Se ne sta parlando da tempo, come riportato dai colleghi spagnoli, l’obiettivo sembrerebbe un rinnovo fino al 2026 con aumento (forse un raddoppio) della già importante clausola.

 

Foto: Twitter Barcellona