Ultimo aggiornamento: sabato 22 febbraio 2020 17:51

Allegri: “Al mio arrivo alla Juve si pensava fosse finito un ciclo. Non parlo l’inglese, ma lo sto imparando”

17.10.2019 | 23:47

Massimiliano Allegri, ormai ex allenatore della Juventus attualmente fermo, ha rilasciato un’interessante intervista ai microfoni di Przeglad Sportowy: “Quando sono arrivato a Torino dopo Antonio Conte, molti hanno pensato che fossi fregato e che il ciclo vincente della Juventus fosse finito, perché la squadra era satura. Vero, la situazione non era perfetta, perché ho trovato una squadra che aveva bisogno di essere ricostruita, il che era eccitante, ma anche rischioso, perché potevi fallire e alla Juve il fallimento non è contemplato. Ecco perché ho dovuto cercare dei modi diversi per stimolare il gruppo, ho ascoltato e ho cambiato. Esistono due modi per essere un buon allenatore: autoritario e aperto. Io preferisco quest’ultimo, quindi ascolto più che parlare: in questo modo ricevo più informazioni dall’esterno, che cambiano positivamente il mio mondo, perché mi spingono a mettere in dubbio le mie idee. Se penso che qualcosa vada bene al cento per cento, ne sono preoccupato e mi consulto su questa opinione con chi mi sta attorno. L’inglese? Non parlo ancora bene l’inglese, ma lo sto imparando. Il mio modo di lavorare è chiaro, non posso fare tutto da solo, altrimenti non si ottiene niente. Il mio principio è sempre stato quello di circondarmi di persone intelligenti, anche da calciatore ho cercato di apprendere dai miei compagni. L’allenatore deve creare un ambiente di lavoro armonioso, condividere le responsabilità con gli altri e risolvere insieme i problemi. Io ascolto più di quanto dico”.

Foto: Juventus Twitter