Ultimo aggiornamento: mercoledi' 18 settembre 2019 20:00

ALLA CONQUISTA D’EUROPA NEL MITO DI PJANIC: AMER GOJAK, L’ENNESIMO GIOIELLINO DELLA DINAMO ZAGABRIA

07.09.2019 | 11:23

Ieri sera, la Bosnia ha battuto per ben 5-0 il Liechtenstein in una gara valida per le Qualificazioni a Euro 2020. Ad aprire e chiudere le marcature ci ha pensato Amer Gojak, centrocampista 22enne in forza alla Dinamo Zagabria. Nella prima occasione si è fatto trovare pronto al centro dell’area sul suggerimento del romanista Dzeko per realizzare una sorta di rigore in movimento, nella seconda ha messo dentro di testa da due passi su un cross di Duljevic che ha raggiunto il secondo palo scavalcando il portiere ospite. Centrocampista polivalente, Gojak è un giocatore di 184 centimetri di altezza che unisce perfettamente le sue qualità con e senza la palla. Dotato di un’ottima tecnica di base, di un buon dribbling e di spiccate doti da assistman, il bosniaco fa dei tempi di inserimento e della ricerca dello spazio alcune delle sue migliori virtù. Di contro, deve migliorare ancora nella continuità. Nulla da eccepire invece sulla duttilità: oltre che da trequartista centrale, ruolo nel quale sta effettivamente giocando sempre meno, Gojak ha dimostrato di poter occupare con profitto anche le posizioni di mezzala nel 4-3-3 e di esterno nel 4-2-3-1, oltre a esser stato sperimentato sporadicamente anche da mediano. Non ha mai nascosto di ispirarsi a Miralem Pjanic, del quale è riuscito ora a diventare compagno di Nazionale e di reparto, ma ha anche ammesso di guardare allo stile e alla visione di gioco di Isco.

Amer Gojak nasce a Sarajevo il 13 febbraio 1997. Il suo cognome è di origine serbo croata, ma il nome è arabo e la famiglia è difatti musulmana. Cresce nel quartiere di Grbavica, dove tira i primi calci. “È lì che ho imparato a giocare a calcio – racconta a net.hrper strada. Mio fratello mi portava in un parco, dove giocavo per tutto il tempo con lui e con persone più grandi di me”. Il suo primo giocattolo è stato un pallone e la sua famiglia è da sempre stata appassionata di calcio. Così dal parco giochi finisce ben presto su un rettangolo di gioco, arrivando a soli otto anni nel settore giovanile dell’USF Novi Grad Sarajevo, realtà locale che è tornato a visitare lo scorso Natale scatenando l’entusiasmo dei suoi giovanissimi successori. Nel 2009 si trasferisce allo Zeljenicar, club che iscrive la sua prima squadra in Premijer Liga. Nonostante riesca in quel periodo a entrare nel giro della Bosnia U17, Gojak non trova mai l’esordio nella massima lega nazionale con quella società e nel gennaio del 2014 viene così acquistato dall’Olimpik Sarajevo.

Contrariamente a chi lo ha preceduto, il nuovo club dà subito fiducia al giovane centrocampista, che già il seguente 1 marzo – a 17 anni appena compiuti – trova l’esordio tra i professionisti. Nella prima stagione colleziona 8 presenze, nel girone d’andata successivo ben 13, convincendo una rinomata fucina di giovani talenti come la Dinamo Zagabria a puntare su di lui già in inverno. Firma per cinque anni e mezzo e si unisce inizialmente alla squadra B, mentre a livello internazionale risale gradualmente le giovanili passando per l’U18 e l’U21. Il portale bosniaco klix.ba parla del suo trasferimento in Croazia come del più importante a livello nazionale dai tempi del dopoguerra e ai loro microfoni Gojak parla della grande opportunità riservatagli: “Sono felice. Per me è difficile trovare le parole perché tutti sappiano cosa significhi la Dinamo. Questo è un grande riconoscimento al mio lavoro finora, ma anche un incentivo ancora più grande per continuare. Ringrazio l’Olimpik, ma la Dinamo è un passo ulteriore in avanti e la sua chiamata non si può rifiutare”.

Il suo esordio in prima squadra arriva il 21 marzo 2015 nel match vinto per 4-1 contro l’Istria nel quale l’attuale juventino Marko Pjaca segna una doppietta. Il primo gol lo trova a maggio 2016, nella gara contro la Lokomotiva Zagabria che dà alla Dinamo il suo undicesimo titolo nazionale consecutivo, mentre nel settembre 2016 arriva anche la prima apparizione in Champions League contro il Lione. A marzo rinnova per altre cinque stagioni e viene convocato per la primissima volta nella Nazionale maggiore, anche se per l’esordio ufficiale deve attendere addirittura fino al 15 novembre 2018, quando nella sfida di Nations League contro l’Austria prende il posto all’87’ minuto proprio del suo idolo Miralem Pjanic. Segna al Cibalia Vinkovci il suo primo poker personale, poi a febbraio 2019 raggiunge quota 100 presenze con la maglia della Dinamo.

In estate sono diverse le squadre europee ad affacciarsi alla finestra, compresa qualche italiana che lo aveva visto all’opera a giugno nella sfida vinta per 2-1 dalla Nazionale di Roberto Mancini contro la sua Bosnia. Lui però resta a Zagabria, seppure negli ultimi anni non abbia mai negato di sognare un futuro in un grande club. Così la Dinamo, dopo averci vinto quattro campionati, tre coppe e una supercoppa, se lo gode ancora un po’, e con lui prova a strappare il pass per i gironi di Champions League nel playoff contro il Rosenborg. All’andata finisce 2-0 al Maksimir, poi il 27 agosto bisogna andare a ipotecare la qualificazione in Norvegia. Per Gojak è una gara speciale già in partenza. Alla vigilia ha perso suo nonno, grande appassionato di calcio ed ex-giocatore a livello dilettantistico. Lui dichiara di volerci essere proprio in suo onore e, come in una trama da bestseller, porta i suoi in Champions con una prestazione da man of the match e un gol da urlo, quello del definitivo 1-1. Va su Instagram, dedica un post a nonno Edhem: “So quanto ti è piaciuto questo gioco, sono particolarmente felice di aver avuto l’opportunità di dedicarti un gol ieri sera”. E il giorno dopo, a Radio Sarajevo, esprime tutto l’entusiasmo suo e dei compagni dopo quell’importante traguardo: “Questa notte non si è dormito per niente. Abbiamo festeggiato al momento del triplice fischio, poi negli spogliatoi, sull’autobus, per strada, in aeroporto, sull’aereo, a Zagabria… Saremmo ancora lì a cantare se solo Bjelica non ci avesse spediti a casa. In Norvegia, gli agenti di polizia di guardavano sbigottiti mentre cantavamo in un aeroporto deserto. E durante il volo per Zagabria, che è durato tre ore, abbiamo continuato a cantare. Mi hanno addirittura passato il microfono sull’autobus per cantare una canzone di Halid Beslic…”.

Il passaggio più recente della sua giovane ma già luminosa carriera è la doppietta segnata ieri con la Nazionale: “un momento che ricorderò per sempre”, parole sue. Ma noi di Amer Gojak sentiremo certamente parlare ancora. Perché ormai su di lui ci sono gli occhi di vari top club europei e lui, già un anno fa in un’intervista a Oslobodjenje.ba, aveva parlato con razionalità del proprio futuro, ammettendo di voler un giorno fare uno step successivo: “A Zagabria sto benissimo, la Dinamo e le persone che lavorano nel club sono entrati nel mio cuore e in questo momento sono l’uomo più felice del mondo, perché gioco alla Dinamo. Certo, giocare nei migliori cinque campionati europei è un sogno per ogni calciatore”. A 22 anni, potrebbe esser giunta l’ora di rinunciare ai gustosi burek (una torta salata con carne tipica dei Balcani) di sua madre per provare un’esperienza di primo livello. Dopotutto il kebab, quello che ammette essere il suo piatto preferito, ormai può trovarlo in tutta Europa.

Foto: sito ufficiale Nazionale bosniaca