Abete: “Il rapporto tra calcio e politica va cambiato”

22/06/2026 | 14:32:13

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Prende la parola Abete davanti all’assemblea: “Ringrazio Gravina con cui condivido un percorso trentennale. Io vorrò essere un costruttore, una forza positiva. Quella che affrontiamo è una crisi sportiva, che si manifesta con i risultati. Bisogna far crescere i formatori, tutti quanti insieme. Il percorso che ci ha portato a questa elezioni è controverso, non si è voluto parlare dei problemi che ci hanno portato fin qui, evitando di costruire una visione comune. Io ho dato la mia disponibilità per candidarmi, con grande sacrifico, perché non posso accettare che si parli delle persone e non delle problematiche”. Sul rapporto centrale tra calcio e politica: “Ho scelto di non ritirarmi, perché prima del consenso serve coerenza con se stessi e perché la democrazia è fatta di dialogo. Dopo 12 anni mi ricandido e in questo lasso di tempo ho notato il cambio di rapporto sport-politica. Ho massimo rispetto della politica, ne ho fatto parte ed ho imparato a tenere la schiena dritta. Ad oggi il problema con la politica è evidente e va risolto, migliorando la nostra reputazione prima di interloquire. Dobbiamo sempre ricordarci che il calcio non è un industria, come dimostrano i dati, ma un valore perfino costituzionale da custodire. Il calcio è una dimensione sociale che dà occupazione con il professionismo e il dilettantismo, dobbiamo fare accordi seri e capire cosa è successo in questi anni. I diritti nazionali scendono, mentre salgono quelli internazionali che attirano sempre di più. Sta cambiando il rapporto dei club con il territorio, che è presidio dell’attività”. Sui giovani: “I giovani stanno vivendo tanti cambiamenti, purtroppo spesso negativi, come lo sciopero nei dilettanti dopo l’obbligo di schierarli”.

Foto: Sito FIGC