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SALAH IN PIENO MAGIC MOMENT: DA SCARTO DI MOU A PRINCIPE D’INGHILTERRA

Manchester United 26 punti, Chelsea 25, Tottenham 23, Liverpool, Arsenal e il sorprendente Burnley 22: sarebbe una Premier League bellissima e incerta, se solo in testa non ci fosse il Manchester City, involato a quota 34 punti. Nemmeno quest’anno verosimilmente i Reds riusciranno a coronare il grande sogno che inseguono dal 1990: l’ultima volta che vinsero il campionato c’erano i vari Grobbelaar, Rush, McMahon Barnes e Beardsley. In oltre un quarto di secolo, qualche volta ci sono andati vicini: pensiamo a tre anni fa, quando l’inopinato scivolone del monumentale Steven Gerrard, contro il Chelsea 2 alla terzultima giornata, costò di fatto il titolo a beneficio dei Citizens di Manuel Pellegrini. Chelsea 2 perché José Mourinho nel Merseyside schierò le riserve, dal momento che tre giorni dopo i titolari erano attesi dalla semifinale di Champions con l’Atletico Madrid di Simeone, che poi si qualificò per la finale poi persa con i cugini del Real, all’epoca allenati da Carletto Ancelotti. E quel 27 aprile, tra le seconde linee dei Blues, trovò spazio dal 1’ Mohamed Salah, che pertanto assistette dal vivo allo sciagurato harakiri interno del Liverpool, memorizzando al contempo il calore unico che la Kop – a colpi di You’ll never walk alone – è in grado di trasmettere ai propri beniamini.

Ebbene, tre anni dopo l’acquisto più oneroso del blasonato club di Anfield Road, nell’ambito della sessione estiva del calciomercato, è stato proprio Momo Salah. Ben 50 milioni nelle casse della Roma, 42 di base fissa più altri 8 che possono maturare a titolo di bonus. Un’operazione importantissima per la società di Pallotta, che per l’attaccante esterno egiziano – tra prestito oneroso e riscatto – aveva investito circa 21 milioni di euro. La cessione più remunerativa di sempre, anche a livello di plusvalenza: scalzato nella speciale classifica Erik Lamela, volato al Tottenham nel 2013. Mohamed non ha certo bisogno di presentazioni: nei due anni e mezzo che ha trascorso in Serie A, ha deliziato i nostri palati tra cambi di passo, serpentine, accelerazioni devastanti, gol e assist. Nello specifico: 9 reti e 4 passaggi vincenti in 26 partite nella breve parentesi alla Fiorentina, chiusasi tra dichiarazioni al vetriolo, tweet incendiari (specie quelli di Ramy Abbas, l’avvocato-agente di Salah) e contenzioso davanti alla Fifa; 34 gol e 24 assist nelle 83 gare ufficiali disputate nelle due annate vissute a Trigoria. Numeri da urlo che gli sono valsi la chiamata sotto la Kop, con allegato lauto quinquennale. Il campione venuto dalle Piramidi, nato a Basyoun il 15 giugno del 1992, e formatosi calcisticamente in patria nell’Al-Mokawloon, dal quale il Basilea lo prelevò nel 2012, aveva tanta voglia di tornare ad esibirsi sull’unico palcoscenico che non lo aveva apprezzato. Non avrebbe potuto, perché José Mourinho in quei 12 mesi (che avrebbero dovuto essere destinati quasi esclusivamente all’ambientamento) lo ignorò con regolarità: 19 apparizioni in tutto, molte peraltro da subentrato, per complessivi 879 minuti: una miseria, al pari dei 2 soli gol all’attivo. In Italia il guizzante (175 cm per 70 kg) specialista venticinquenne si è rilanciato, trovando la continuità necessaria per cosacrarsi definitivamente. E adesso, tornato sul luogo del “misfattio” da una delle porte principali, si sta prendendo la sua rivincita. Cosa vi dicono i nomi di Kane, Morata, Gabriel Jesus, Aguero e Lukaku ? Attaccanti top, senza discussioni. Attaccanti top che in classifica marcatori, al momento, devono guardare verso l’alto per inquadrare il trono di Momo, attuale capocannoniere solitario della Premier League, con 9 gol in 12 giornate, gli ultimi due sabato contro il Southampton di Gabbiadini, rispedito a casa con le pive nel sacco. E non è tutto, perché Momo in Champions viaggia a un gol a partita, finora 4 in totale, più 1 nel playoff estivo contro l’Hoffenheim. Lo score generale, dopo un terzo di stagione, consta di 14 reti (e 4 assist) in 18 presenze per complessivi 1433’ in stagione: media gol da impazzire, uno ogni 102 minuti. Nessuno ovviamente ha segnato più di lui in questi primi 3 mesi nella squadra di Jurgen Klopp, capace di valorizzarne appieno lo sconfinato repertorio tecnico. Infine, ciliegiona sulla già gustosissima torta, vanno menzionati i 3 gol contro Uganda e Congo, che hanno permesso all’Egitto (con il quale Momo ha perso in finale la Coppa d’Africa 2017) di qualificarsi, dopo 28 anni di assenza, alla fase finale della Coppa del Mondo. Verrebbe da chiedersi dove potrebbe essere, in classifica, la già straordinaria Roma targata Di Francesco con lui ancora in organico, ma la domanda sarebbe destinata a restare senza risposta. Dopo l’Italia, Mohamed Salah sta conquistando anche i sudditi di Sua Maestà. Il tempo, ancora una volta, si è confermato galantuomo, con buona pace di chi, Mou in primis, lo aveva bocciato senza testarlo sul serio. Chiosa dedicata alla profezia di Mido, anch’egli ex Roma (da meteora, però) ma soprattutto connazionale di Salah, che ieri via Twitter , dopo che nei giorni scorsi aveva cinguettato “ricordo che i tifosi del Liverpool ridevano di me quando, tre anni fa, definii Salah dieci volte più forte di Sterling. Ora si è visto chi aveva ragione”, ha parlato di Real Madrid quale prossima destinazione di Mohamed Salah. Magari dopo una sola stagione non sarà facile, abbiamo visto con Coutinho che il Liverpool non è un club che vende, ma tecnicamente Momo vale anche il Santuario del Bernabeu.

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