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RAPIDITÀ DI ESECUZIONE, CLASSE, SENSO DEL GOL: GAVRANOVIC E LA RINASCITA TARGATA RIJEKA

Ripartire da Fiume per tornare nel calcio dei grandi e finire poi la carriera al Lugano. E’ questo è il progetto sognato da Mario Gavranovic, quando nell’inverno del 2016 lasciò lo Zurigo, poi retrocesso a fine stagione, per raggiungere il campionato croato in una squadra apparentemente di seconda fascia: il Rijeka. Progetto che, come dichiarato pubblicamente dall’attaccante nativo di Lugano, sta dando tutti i frutti sperati, considerato che nei suoi primi tre mesi in terra croata il ticinese si è messo in evidenza con 7 reti in 14 partite, contribuendo a portare la sua squadra al secondo posto nel campionato croato. Ha fatto ancora meglio l’anno successivo: nella stagione 2016-2017, Gavranovic ha siglato la bellezza di 18 reti nelle 36 presenze stagionali, trascinando i suoi all’incredibile vittoria nel campionato croato. I biancoblù di Fiume si sono imposti nella penultima giornata del torneo per 4-0 sul Cibalia, mantenendo i cinque punti di vantaggio sulla Dinamo Zagabria. L’attaccante 27enne ha messo a segno le prime due reti del confronto, portando così il suo totale a undici sigilli nella prima divisione. È la prima volta nella sua storia che il Rijeka si aggiudica il campionato croato. Da quando la Croazia è indipendente, infatti, soltanto tre squadre si erano imposte nel massimo torneo nazionale: 18 volte la Dinamo Zagabria (di cui 11 consecutive negli ultimi precedenti 11 anni), 6 volte l’Hajduk di Spalato e in un’occasione lo Zagabria. Un trionfo storico, che ha in Mario Gavranovic uno degli uomini più rappresentativi. L’attaccante svizzero si sta ripetendo anche nella stagione in corso: già 13 le reti messe a segno, di cui 7 in campionato, 3 nei turni preliminari di Champions e 3 nella fase a gironi di Europa League. A cadere sotto i colpi del 28enne c’è anche il Milan di Gattuso, sconfitto ieri 2-0: apre le marcature Puljic con una splendida punizione, chiude i conti il solito Gavranovic con una zampata sottoporta da vero killer d’area di rigore.

Cresciuto nelle giovanili del Team Ticino, squadra dilettantistica del cantone omonimo, nel 2006 Mario Gavranovic si trasferisce al Lugano, dove fa il suo esordio nella partita di Challenge League Lugano-YF Juventus (2-2). Nell’anno successivo arriva anche la prima rete in carriera, nella partita vinta 2-1 contro l’Yverdon. Al termine della stagione totalizza 21 presenze in campionato segnando 8 reti. Nella stagione 2008-2009 si trasferisce all’Yverdon: ecco che arrivano diverse convocazioni con l’Under 20 e riesce a segnare la prima rete all’esordio con la maglia dell’Under 21 contro i pari età austriaci. Nel 2009-2010 viene ceduto in prestito al Neuchâtel Xamax società militante in Axpo Super League; con la sua nuova squadra fa l’esordio nel massimo campionato svizzero contro il Bellinzona, segnando anche una rete. A gennaio 2010 torna all‘Yverdon, dove tuttavia non scende mai in campo perché viene acquistato soltanto un mese dopo dallo Schalke 04, che versa nella casse del club svizzero 1,6 milioni di euro. Con il club di Gelsenkirchen scende in campo in due occasioni nella Bundesliga e con la squadra riserve gioca 3 partite segnando una rete nella Regionalliga West. Nel 2010-2011 totalizza 8 presenze in campionato e fa il suo esordio in Champions League contro il Valencia riuscendo a timbrare il tabellino dei marcatori all’esordio. Dopo un’infelice parentesi a Magonza e il ritorno in Svizzera tra le file dello Zurigo, nell’estate del 2014 ha subito durante il ritiro brasiliano della Nazionale di Hitzfeld per i Mondiali un grave infortunio, che gli ha decisamente bloccato il prosieguo della carriera. Da lì la decisione di prendere la via del paese dei suoi genitori – la Croazia – all’inizio del 2016. Scelta azzeccata vista anche la chiamata di Vladimir Petkovic in autunno per un impegno della Svizzera, chiamata alla quale non ha potuto rispondere per un altro piccolo infortunio. Nelle 76 partite disputate finora con la maglia del Rijeka, Gavranovic ha realizzato ben 38 reti e 11 assist, confermando un fiuto del gol da far invidia ai migliori centravanti europei. Nonostante con i suoi 178 cm e 70 kg non sia né particolarmente alto né robusto, l’attaccante svizzero diventa pressoché immarcabile per le retroguardie avversarie per il mix di rapidità, tecnica e velocità di esecuzione. Caratteristiche che lo rendono un giocatore letale negli ultimi sedici metri. Grazie alla sua classe raffinata, alla sua grandiosa visione di gioco, al suo timing preciso per l’ultimo passaggio e all’impagabile istinto per il gol, riesce sempre a mettere lo zampino nelle azioni offensive della sua squadra. Negli ultimi anni è cresciuto esponenzialmente, rivelandosi un cecchino infallibile e anche un prezioso assist-man. Ora Mario Gavranovic fa gola a molti club europei, considerato che il suo contratto con il club biancoblù scadrà al termine della stagione. Dalla rinascita targata Rijeka alla possibilità di tornare in Europa nel calcio che conta, con un sogno ben preciso nel cassetto: quello di chiudere la carriera a Lugano, là dove tutto iniziò.

 

Foto: Goal Hrvatska

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