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L’inchiesta: #31 Paulo Dybala – El pibe de la pension

Nel profondo sud dell’Italia, più precisamente a Palermo, in molti vociferano che ciò che ha fatto saltare la panchina di Giuseppe Sannino (oltre agli scarsi risultati) sia l’aver concesso un minutaggio troppo limitato ad uno degli acquisti più importanti della campagna acquisti di Maurizio Zamparini.

 

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NOME

ANNO

30

Alfred Duncan

1993

31

Paulo Dybala

1993

32

Jesse Edge

1995

 

Che siano 12 (quelli dichiarati da Zamparini) o 5 milioni di Euro (quelli dichiarati dall’Instituto de Cordoba) poco cambia, perché per l’acquisto di un giovane ragazzo non ancora ventenne proveniente dalla Primera B argentina (la nostra Serie B), la cifra appare davvero di quelle da sottolineare con la matita blu.

Paulo Dybala, nato a Laguna Larga in Argentina il 15 novembre 1993, nonostante la giovanissima età è riuscito a mettersi in luce grazie alle sue prestazioni, anche nel campionato minore argentino trascinando, con i suoi gol, l’Instituto al sogno promozione, sfumato nell’ultima giornata di campionato.

La carriera di Paulo, in realtà, inizia molto presto. Quando un calciatore ha talento, lo si capisce fin da bambino e il padre di Dybala lo capì quando il ragazzo era appena undicenne. Con il padre, Dybala gira l’Argentina alla ricerca di un contratto e, dopo un anno di prova nel Newell’s Old Boy, è l’Instituto Atletico Central de Cordoba ad assicurarsi le prestazioni del ragazzo che, di anno in anno, continua fortemente il suo processo di crescita.

All’età di 15 anni, in realtà, la vita riserva a Dybala una di quelle “sorprese” che ti costringono a cambiare. Il padre, fonte di sostegno e sostentamento fino a quel momento, viene a mancare e Paulo, già lanciato nel mondo del calcio che conta, decide di continuare con ancora più coraggio per la strada su cui proprio il padre lo aveva messo e lanciato. L’Instituto, club molto attivo anche nella semplice formazione dei ragazzi, accoglie Dybala all’interno della sua pensione. L’obiettivo rimane migliorarsi con costanza cercando di realizzare, un giorno, il sogno vissuto per molto tempo insieme al padre e Paulo, con le formazioni giovanili dell’Instituto, dimostra che nonostante un fisico ancora piuttosto esile, con quel piede mancino ci sa davvero fare.

El pibe de la pensiòn stupisce tutti gli osservatori e gli allenatori dei rojiblancos così, a soli 17 anni, Dybala esordisce in prima squadra. La stagione 2011/2012 è un piccolo trionfo per questo giovane attaccante perché, dopo le prime 8 marcature nelle prime 12 apparizioni trascina il suo Instituto in una lotta per la promozione inaspettata ad inizio stagione. Conclude l’annata con 38 presenze e 17 gol abbattendo anche due record posseduti dal grandissimo Mario Kempes. Dybala, infatti diventa il più giovane marcatore, il primo a giocare 38 partite consecutive in un campionato professionistico del paese, il primo a segnare due triplette in un campionato ed il più giovane ad essere andato in rete per sei partite di campionato consecutive.

Il ragazzo ha le idee molto chiare sul suo ruolo all’interno del campo da gioco. Lui stesso si definisce una punta centrale a cui piace molto arretrare per aiutare la manovra. In realtà, Dybala fa di necessità virtù. Il suo fisico, non proprio da bomber di razza (168 cm per 69 kg), non gli permette di fare a sportellate con i difensori avversari. Nonostante questo, tuttavia, Paulo possiede una grande rapidità nei movimenti ed un’agilità estrema nello stretto che fanno di lui un perfetto rapace d’area. Con il mancino sa fare davvero ciò che vuole: dribbling nello stretto, passaggi filtranti, dialoghi con i compagni e, soprattutto una grande facilità nella realizzazione. Se a questo abbiniamo un elevato senso della posizione, che gli consente di rompere con facilità la trappola del fuorigioco, abbiamo fra le mani un vero e proprio gioiellino tascabile.

In patria è stato paragonato con insistenza al primo Sergio Aguero. Le sue caratteristiche, in realtà, sono molto più simili a due grandi finalizzatori che hanno calcato i campi del campionato in cui Dybala sta militando, quello italiano, quali Filippo Inzaghi e Vincenzo Montella. A proposito di Italia, l’albero genealogico di Paulo Dybala è un intenso mix di popoli e culture. Con il padre argentino e la madre polacca, il ragazzo si è assicurato il doppio passaporto europeo, ma la cittadinanza italiana, ottenuta il 13 agosto 2011, Paulo la deve alle origini tipicamente italiane della nonna materna.

Giuseppe Sannino non ha creduto nel ragazzo per l’eccessiva fragilità del suo fisico. A Palermo il ragazzo sta lavorando alacremente per rinforzare la sua struttura fisica e i miglioramenti mostrati sul campo, e l’infortunio occorso ad Abel Hernandez, potrebbero presto convincere Giampiero Gasperini ad inserire Dybala nel tandem offensivo al fianco di Fabrizio Miccoli. La stella di Paulo Dybala è pronta ad esplodere al Barbera, per la felicità del ragazzo e chi ormai, lo guarda da lassù.

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