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L’IMPORTANZA DI AVERE SAMIR

Di cognome fa Handanovic, ma se lo chiami Samir tutti sanno chi è. Samir di gomma, uno spettacolo. A Napoli una nuova recita: l’Inter se lo tiene non stretto, ma strettissimo. E se fossimo l’Inter gli ritoccheremmo e prolungheremmo il contratto: un portiere così fa parate che sono gol. Per Maurizio Sarri è il migliore al mondo, in questo momento. Possibile. Di sicuro è di gomma, le sue prodezze hanno una proiezione da almeno 8-10 punti a stagione per le squadre che possono giovarsi delle prestazioni di un fenomeno così.
Un bravo portiere rende più tranquilla e sicura la vita di discreti difensori. Se il portiere è ottimo e non soltanto bravo, la difesa diventa di cemento armato. Se il portiere è un fenomeno come nel caso del nostro amico sloveno, la difesa acquisisce un’autostima straordinaria, in casa Inter oggi funziona così. Handanovic li rende più tranquilli e bisogna aggiungere che la qualità non manca: conosciamo tutti le caratteristiche di Miranda, indiscutibile esperienza, ma uno come Skriniar ruba l’occhio per talento, personalità e sicurezza. Con Handanovic che lo protegge in pochi mesi lo slovacco diventerà indispensabile, mai acquisto fu più azzeccato.
Samir miglior al mondo in questo momento, almeno secondo Sarri. Samir che all’Udinese ha maturato tutta l’esperienza possibile per il definitivo salto di qualità. Samir che con quella mole fa sembrare la porta molto più piccola di quella che è, soprattutto agli attaccanti avversari che vorrebbero impallinarlo. Samir che a Napoli ha mostrato gran parte del suo repertorio, roba da lustrarsi gli occhi e fare un dvd da regalare ai ragazzini che vorrebbero cimentarsi tra i pali piuttosto che negli ultimi trenta metri.
L’importanza di Handanovic è che si fa scivolare tutto addosso. Ha personalità, è freddo non soltanto quando para i rigori ma anche quando deve trasmettere agli altri qualsiasi tipo di convinzione. Ma prima deve crederci lui, passaggio fondamentale. Ci sono stati momenti difficili, se avesse potuto Handanovic avrebbe fatto la valigia, tagliato la corda e scelto un’altra soluzione, magari in Premier. Era un’Inter non tagliata su misura per le sue ambizioni, un’Inter che imbarcava acqua, che cambiava allenatori, che improvvisava e che non gli regalava serenità. Lui era stato anche sincero, dicendo che si sarebbe guardato in giro. E in quella situazione l’Inter ha resistito: se avesse voluto, avrebbe avuto un bonifico molto milionario, ma poi si sarebbe dovuta porre il problema del sostituto. Non certo un piccolo problema, ecco perché resistere è stata una necessità, la soluzione migliore.
L’importanza di avere Samir, molto più di un assegno in bianco da riempire. Si tratta di interessi cospicui che tu sai, prima o poi, di dover incassare. Mostruoso per applicazione e concentrazione, meraviglioso per continuità di rendimento. Trattasi di protezione assoluta: protezione cinquanta quando vai al mare, sono i primi giorni e il sole è un pericolo; protezione cento quando l’Inter scende in campo e sa di avere il guardiano ideale per alimentare i sogni più belli.

 

Foto: Twitter Inter

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