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FANTASIA, CLASSE E POLMONI: BARELLA, LA PRIMA VOLTA NON SI SCORDA MAI

Un avvio di stagione da urlo per Nicolò Barella, che dopo aver preso per mano il centrocampo del Cagliari nel corso delle prime tre giornate di Serie A, adesso comincia anche a fare gol. Il classe ’97 ha iniziato alla grande il campionato 2017-2018: sempre migliore in campo dei rossoblù, qualità e quantità al servizio della squadra, serietà e grinta da vendere. Tutte doti che a Cagliari sono particolarmente apprezzate. Fino a ieri si diceva che gli mancasse solo il gol: missione compiuta, con la rete che ha portato il club sardo in vantaggio sul campo della Spal, gara poi vinta 2-0 dai rossoblù. Su una bella iniziativa di Sau, il talento classe ’97 ha raccolto un pallone vagante in piena area di rigore e scaricato verso la porta: leggera deviazione di Viviani e rete gonfiata per un’esultanza che si porta dentro soddisfazione, sogni e consapevolezza.

Nicolò Barella nasce a Cagliari il 7 febbraio del 1997, alto 172 centimetri per 68 kilogrammi, si forma calcisticamente nella scuola calcio “Gigi Riva” per poi all’età di soli 7 anni entrare nella società sarda più importante, quella del Cagliari. Gioca in tutte le giovanili del club isolano, nel 2011/12 è capitano dei Giovanissimi nazionali, realizzando ben 8 reti. Arrivato con la squadra Primavera nell’anno successivo, scende in campo solo 10 volte, mettendo a segno 2 reti. L’anno seguente trova maggior spazio, ben 18 le presenze accumulate, con un gol all’attivo. L’ascesa del giovane talento sardo è molto rapida e nella stagione 2014-15 riesce anche a ricucirsi un piccolissimo spazio tra i più grandi, mettendosi in evidenza in un anno sicuramente non semplice per il suo Cagliari. La stagione di Serie A inizia con il profeta Zdenek Zeman in panchina, che lo inserisce per ben 7 volte nella lista dei convocati, ma nel suo primo periodo sulla panchina rossoblù, il Boemo non lo farà mai ad esordire. Arrivato l’esonero di Zeman, sulla panchina sarda si siede Gianfranco Zola, un cambio che non sarà proficuo per le sorti dei rossoblù ma che risulterà decisivo per Nicolò Barella: il gioiellino classe ’97 riesce a esordire in Coppa Italia, contro il Parma al Tardini, in quella che risulterà a tutti gli effetti la sua prima gara da professionista. L’esordio in Serie A arriva il 4 maggio del 2015, sulla panchina del Cagliari c’è Gianluca Festa (subentrato all’esonerato Zola) e al Sant’Elia c’è ancora il Parma: a risultato ormai archiviato, Barella gioca per 23′ mostrando sin da subito grande carattere e il giallo rimediato è subito sinonimo di poca paura per il giocatore cagliaritano al debutto assoluto nella massima serie. Con la condanna della retrocessione in Serie B, Massimo Rastelli diventa il nuovo allenatore del Cagliari. Nella prima parte di stagione, Barella trova pochissimo spazio sotto la guida del nuovo tecnico: sono solo 5 le presenze collezionate e il club decide allora di mandarlo in prestito al Como, in cadetteria, nel mercato di gennaio. In Lombardia, ad aspettarlo c’è Gianluca Festa. L’esperienza di Barella con i Lariani inizia bene: tanta personalità, qualità e quantità, ma con una salvezza che purtroppo non arriva. Con la promozione in Serie A del suo Cagliari, Barella è tornato alla base con tanta esperienza e convinzione in più. Rastelli gli ha ricamato alla perfezione il ruolo di mezzala sinistra, che esalta tutte le incredibili caratteristiche del gioiellino sardo. E sia la passata stagione, che l’inizio della nuova ne sono la perfetta dimostrazione.

Barella è senza dubbio considerato tra i più promettenti giovani del panorama calcistico nostrano, basti pensare che per due anni di fila (2012 e 2013) è stato premiato come miglior centrocampista italiano della classe 1997. Mezzala naturale (più a sinistra che a destra), all’occorrenza trequartista, Barella è dotato di una visione di gioco tale da permettergli di disimpegnarsi bene anche in cabina di regia, oppure da mediano puro. Fantasia, aggressività, classe e polmoni si sposano perfettamente, fondendosi in un prototipo del centrocampista moderno indispensabile sia nella fase di costruzione che in quella di copertura. Le sue potenzialità sono a dir poco importanti: avere Nicolò in squadra è pura manna dal cielo per qualsiasi allenatore. Barella non è certo uno che si tira indietro, la dinamicità che usa in fase di interdizione è una delle qualità presenti nel suo vasto repertorio, al quale bisogna aggiungere anche la voce “gol”, dopo quello realizzato sul campo della Spal, il primo in Serie A per il gioiello sardo. Il Cagliari, negli ultimi anni, ha messo in vetrina tanti giovani talenti, non avendo quasi mai paura di farli debuttare in un campionato difficile come quello italiano. L’ultimo, in ordine cronologico, è Nicolò Barella che rappresenta un vero e proprio patrimonio del club sardo e soprattutto del calcio italiano. Le premesse per una carriera da top ci sono tutte.

 

Foto: Twitter ufficiale Cagliari

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