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Danilo: “Udinese a vita, spero che mi tolgano la multa. Chapecoense? Vorrei fare qualcosa”

Danilo, capitano dell’Udinese, ha rilasciato un’ampia intervista a La Gazzetta dello Sport: “Il mio gol al Bologna? È stato il destino, il gol più bello della mia carriera, alla Bebeto. Mia madre sarà felice, finalmente in Brasile leggerà un articolo di giornale in cui si parla di una mia prodezza e non un pezzo su un mio litigio. All’Udinese tengo troppo e me la prendo tanto a cuore e qualche volta eccedo. Ho commesso quei 3 falli in allenamento su Ali Adnan, Penaranda e Lodi, ma non ho mandato all’ospedale nessuno, non c’era cattiveria. Cosa scatta in quei momenti? Non so, forse, il fatto che tengo troppo alla squadra. Ho fatto una fesseria, mi sono scusato il giorno dopo. E sono ripartito, come deve essere nel calcio. Il club mi ha multato pesantemente, il mio desiderio è che, dopo questa festa e questo gol, me la tolgano. È una multa salata. Il disastro Chapecoense? Ancora non riesco a rendermene conto. Penso all’irresponsabilità del pilota. Tu porti degli uomini in giro, una cosa incredibile. Contro quella squadra ho giocato, ho affrontato il loro allenatore. Il mio commercialista in Brasile è anche il loro. Affiorano tanti ricordi e pure l’idea di fare qualcosa, ma è ancora presto, devo pensarci bene e con calma. Se chiuderò la carriera a Udine? Qui sono felice e protagonista. Ho fatto una scelta di vita perché la mia famiglia sta benissimo qui e io gioco in un club importante, gestito da una famiglia che ci tiene molto e che ha creato una struttura eccellente. Ho sempre detto che non mi è mai pesato non andare in una grande squadra”.

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