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DANILO, CUORE E ANIMA DELL’UDINESE: CON LA MAGLIA BIANCONERA COME SECONDA PELLE

A chiudere il quindicesimo turno del campionato di Serie A è stato il posticipo tra Udinese e Bologna. Una serata magica per i bianconeri, letteralmente da incorniciare invece per Danilo. Infatti, la gara sembrava inchiodata sullo 0-0 e destinata a terminare in parità, ma al minuto 93′ il difensore si inventa un gol di rara bellezza, in mezza rovesciata, davanti agli occhi increduli dell’ex compagno Totò Di Natale che, nel post partita, sicuramente avrà chiesto i diritti d’autore per la prodezza. Pallone che sbatte sulla parte interna della traversa e finisce alle spalle di Mirante. Il “Friuli” può esplodere di gioia, in una giornata speciale nella quale si celebravano i 120 di storia del club. Danilo, recentemente protagonista anche di una querelle con alcuni compagni di squadra all’interno dello spogliatoio, dopo aver chiarito e chiesto platealmente perdono all’intero ambiente, ha dato la risposta più importante sul campo, come i veri leader sanno fare. Con una dedica speciale: “Sono emozionato. Noi brasiliani stiamo passando un momento difficile per l’incidente della scorsa settimana. Questa vittoria è per i nostri tifosi ma anche per la squadra del Chapecoense”. Gigi Delneri, attuale tecnico dei friulani, sa di poter contare su un calciatore e su un uomo di sani principi e dai considerevoli valori. Per questo motivo, nonostante lo screzio e l’episodio negativo avvenuto qualche settimana fa all’interno della famiglia Udinese, la fascia da capitano resta sul braccio di Danilo che, una volta imparata la lezione, ha preferito di fare silenzio e di trascinare i suoi in campionato.
 
Danilo Larangeira nasce a São Bernardo do Campo, il 10 maggio del 1984. Dopo aver coltivato il desiderio di diventare calciatore, realizza il proprio sogno nel 2002, all’età di 18 anni, debuttando in prima squadra con il Paulista, club con cui aveva fatto tutta la trafila nel settore giovanile. Successivamente, per via del poco spazio a disposizione, passa all’Ituano e dopo poco tempo all’Atlético Paranaense dove totalizza 131 presenze e 9 gol (dal 2005 al 2009). Dopodiché si trasferisce al Palmeiras, nel mezzo anche un’esperienza con il Desportivo Brasil, e poi nuovamente con i Verdão fino al 2011. Nel giugno dello stesso anno, si conclude l’avventura in Patria per il centrale. Alle porte c’è l’Italia, precisamente l’Udinese che è disposta a investire su di lui sborsando due milioni di euro. Con i bianconeri si lega immediatamente firmando un contratto quinquennale, esemplare dimostrazione di fiducia da parte della società del patron Giampaolo Pozzo.
 
Debutta in Serie A l’11 settembre 2011 al “Via del Mare” di Lecce nella gara vinta 0-2 e valida per la seconda giornata del torneo. Contro il PAOK, il 24 febbraio 2012, invece arriva il suo primo gol in maglia bianconera durante un match di Europa League. Il primo sigillo in campionato giunge il 25 aprile della medesima stagione contro l’Inter tra le mura amiche del “Friuli”. Il 10 gennaio 2013 viene condannato dal Tribunale dello Stato di San Paolo per un episodio avvenuto nel 2010, quando era al Palmeiras, per aver sputato e offeso un avversario con parole razziste. La sua pena consiste agli arresti domiciliari per un anno, ma la Corte gli infligge solo una multa di circa 500 mila dollari (130 mila euro). Nel frattempo ottiene il passaporto italiano e dichiara apertamente di voler vestire la maglia della Nazionale azzurra, vedremo se Ventura gli regalerà questa chance. Intanto, l’esperto Danilo trascina l’Udinese con anima e cuore. La maglia bianconera è ormai la sua seconda pelle.
 
Foto: Udinese Twitter

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