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DA METEORA DEL PARMA ALLA GLORIA: PRIJOVIC, L’EROE DELLA SERBIA

C’è voluto l’ingresso di Prijovic in campo per permettere alla Serbia di avere la meglio sulla Georgia e conquistare il primo posto nel girone D che significa qualificazione al Mondiale di Russia 2018. L’attaccante classe 1990, di proprietà del Paok Salonicco, è subentrato nella ripresa al 61′ al posto del granata Adem Ljajic e appena 13 minuti dopo ha siglato la rete che ha fatto esplodere lo Stadion Rajko Mitić di Belgrado: sgroppata sulla fascia destra di Mitrovic, cross al bacio sul secondo palo dove Prijovic è appostato come un killer spietato. Tocco morbido con l’esterno destro e palla che si insacca nell’angolino basso senza lasciar scampo al portiere avversario. Per l’attaccante classe 1990 si tratta del primo gol in assoluto con la maglia della nazionale serba in cinque presenze complessive, lui che tra il 2010 e il 2011 giocava addirittura per le selezioni giovanili della Svizzera, essendo nato a San Gallo. Una rete storica, che ha permesso alla Serbia di tornare alla fase finale del torneo iridato e che vale al suo popolo una notte di festa.

A Belgrado, dunque, la Serbia si regala il mondiale all’ultimo respiro. La compagine di casa non ha brillato nel primo tempo, nonostante – come da pronostico – abbia tentato di creare gioco a favore di una Georgia blindata ed ordinata, che si è affacciata in avanti soltanto di ripartenza. Nella ripresa, l’assedio serbo ha dato finalmente i suoi frutti con Prijovic che ha mandato in estasi lo Stadion Rajko Mitić al 74′. “Questo è senza dubbio l’obiettivo più importante della mia carriera – ha dichiarato Prijovic alla stampa serba termine del match – Sognavo fin da bambino questo momento. Ci meritiamo andare al Mondiale”. In patria lo paragonano a Zlatan Ibrahimovic, sia per caratteristiche fisiche che per un’incredibile somiglianza nel volto e nella capigliatura. “Ibra è l’attaccante perfetto per me. Non mi confronto mai con lui, se però mi paragonano, vuol dire che sono veramente bravo… Ma io sono Prijovic, non Ibra, e cerco di lasciare sempre la mia impronta”, ha commentato il centravanti serbo, che poi ha svelato un curioso retroscena nel post-gara: “Quando sono tornato negli spogliatoi, avevo 80 chiamate perse sul cellulare. Ringrazio tutte le persone che mi sono state vicine”.

Eppure di strada, Aleksandar Prijovic ne ha fatta parecchia prima di diventare l’eroe nazionale. Nato il 21 aprile 1990 a San Gallo, in Svizzera, inizia a giocare a calcio nella squadra della sua città natale. Ben presto, però, viene notato dal Parma che nell’estate 2007 lo porta in Italia. Inizialmente viene aggregato alla formazione Primavera, ma le sue prestazioni convincono l’allora tecnico giallorosso Hector Cuper a lanciarlo anche in prima squadra: il 24 aprile 2008 arriva il debutto in Serie A, in occasione del match perso 2-1 al Granillo contro la Reggina. Prijovic subentra all’83’ al posto di Cristiano Lucarelli per dare freschezza al reparto offensivo ducale. Ma l’assedio finale non porta i frutti sperati. Sarà la prima e unica apparizione nel massimo campionato italiano per il giovane Aleksandar. Già, perché da allora inizierà un lungo girovagare per l’Europa che lo porterà a cambiare ben 9 maglie in altrettanti anni.  Derby County, Yeovil Town, Northampton, Sion, Losanna, Tromsø, Djurgården, Boluspor e Legia Varsavia. Dall’Inghilterra fino alla Polonia, passando per il campionato svizzero, norvegese, svedese e turco. Ovunque va, Prijovic lascia sempre la propria firma a suon di gol, nonostante i continui cambi di casacca nel corso della sua carriera. Carriera che svolta improvvisamente il 16 gennaio 2017, quando Prijovic viene ingaggiato dai greci del Paok Salonicco. Finora sono 15 le reti messe a segno in Grecia in appena 30 presenze, una media esatta di un gol ogni due partite. Numeri importanti, che gli spalancano le porte della Nazionale serba: l’11 giugno scorso arriva il debutto assoluto con la selezione maggiore, nella sfida di qualificazioni mondiali pareggiata 1-1 contro il Galles. Da allora Prijovic gioca tutte le gare, partendo sempre dalla panchina: Moldavia, Irlanda, Austria e Georgia. E proprio contro quest’ultima, Aleksandar ha guadagnato tutte le prime pagine dei giornali in patria, diventando l’uomo copertina della qualificazione della Serbia al prossimo Mondiale russo. “Il sogno che avevo fin da bambino”, ha dichiarato il nativo di San Gallo dopo la gara. Come non credergli… Attaccante dal fisico imponente (191 centimetri di altezza), dotato di una grande tecnica e di uno straordinario fiuto del gol, il classe ’90 nasce come centravanti classico, ma sa destreggiarsi con una certa brillantezza anche come seconda punta che svaria per tutto il fronte d’attacco. Marcarlo è quasi impossibile, soprattutto nel gioco aereo e quando riceve palla spalle alla porta, situazioni nelle quali fa valere tutti i suoi centimetri. E ora, dopo un lunghissimo girovagare per l’Europa, per Aleksandar Prijovic è arrivato il tanto atteso momento della gloria. Da meteora del Parma a eroe nazionale, il passo a volte è breve.

Foto: Twitter Aca Informacija‏

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