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CIAK, SI GIRA: A LUCAS BIGLIA LA REGIA DEL NUOVO MILAN, FOSFORO E GEOMETRIE

E nove. Tanti sono gli acquisti già annunciati dal nuovo Milan che sul mercato, realmente, sta facendo man bassa lasciando tutti di stucco. Ieri è arrivata finalmente l’ufficialità di Lucas Biglia, triennale per l’agognato play fortemente voluto da Montella, che qualche giorno prima aveva già avuto modo di abbracciare (virtualmente dato che la squadra era in partenza per la Cina) l’altro regista, quello difensivo, ossia Leonardo Bonucci: sin qui il colpo più clamoroso di una sessione che in precedenza aveva visto materializzarsi in rossonero i vari Musacchio, Kessie, Ricardo Rodriguez, André Silva, BoriniCalhanoglu e Andrea Conti. Ebbene si, Fassone e Mirabelli stanno (ri)facendo la squadra di sana pianta, come all’oratorio. Nelle previsioni da ombrellone in riva al mare è facile scommettere sul fatto che il primo Diavolo “cinese” si presenterà con 8-9 undicesimi diversi rispetto alla scorsa stagione: solo Donnarumma, da inserire parimenti tra i colpacci di mercato dopo la convulsa vicenda rinnovo, e Romagnoli sembrano aver garantito al 100% il posto da titolare. Jack Bonaventura potrebbe doverselo sudare, molto dipenderà dal modulo che sceglierà il tecnico, mentre il futuro di Suso è ancora tutto da scrivere, alla luce della nota situazione contrattuale e del fatto che Vincenzino farebbe carte false per poter nuovamente avere alle sue dipendenze, in quel ruolo, Juan Cuadrado. Prima di tratteggiare il profilo del nostro protagonista quotidiano, giova ricordare che il Milan finora, senza considerare le modalità di pagamento, per i soli cartellini ha impegnato una cifra oscillante tra i 220 e i 225 milioni di euro. Alla faccia dei pessimisti di professione, pre-closing e non solo: tifosi, ex calciatori e addetti ai lavori a vario titolo. Per Biglia alla fine il Milan ha deciso di assecondare la seconda richiesta di Lotito, che – malgrado Lucas fosse già entrato nell’ultimo anno di contratto – per il suo ormai ex capitano pretendeva 20 milioni: considerati i bonus la cifra è quella. E ovviamente non è finita qui: per la gioia dei tifosi rossoneri, oltre che del campionato intero che va a ritrovare una sua storica protagonista, il Diavolo prenderà un attaccante top (Fassone ha confermato che la short-list è composta da Aubameyang, Belotti e Morata) e, verosimilmente, anche un altro centrocampista, non a caso ieri Rummenigge ha confermato la pista Renato Sanches.

Piedi buoni, fisico agile (178 cm per 63 kg), con Biglia il Milan aggiunge fosforo e geometrie alla mediana: se Montella opterà per la difesa a tre, come sembra, si rivedrà un qualcosa di simile alle “prime quattro” Juventus che in Bonucci e Pirlo avevano due eccellenti cucitori di gioco, capaci di darsi il cambio nell’impostazione della manovra e di calibrare lanci al millimetro per i compagni avanzati. Questa una delle prerogative dell’esperto centrocampista della Nazionale argentina (49 presenze e 1 gol, fino a questo momento) che reputava evidentemente chiuso il suo ciclo alla Lazio. Nei mesi invernali sembrava tutto fatto per il rinnovo del contratto che sarebbe scaduto nel 2018 (come quelli di De Vrij e Keita: Lotito quando imparerà?), ma alla fine quel “manca solo la firma” è rimasto tale, tramutandosi in sentenza scritta della rovente estate capitolina. Magari la società laziale poteva evitare di farlo presentare in ritiro per una toccata e fuga, giusto il tempo di prendersi gli insulti dagli spalti. Avrà pensato anche a quelli, Lucas, quando ha risposto con un “Forza Lazio” da gaffeur ai tifosi del rossoneri? Possibilissimo. Nato a Mercedes, 100 km da Buenos Aires, il 30 gennaio del 1986 da una famiglia di origini italiane (i nonni provenivano dalla zona di Firenze), il nostro personaggio del giorno si accosta al mondo del calcio già in tenerissima età. A 4-5 anni muove i primi passi nel vivaio dell’Estudiantes Mercedes, compagine locale che ne cura la formazione fino al 1998, quando Biglia approda nel settore giovanile dell’Argentinos Juniors, con cui completa la trafila fino all’esordio in prima squadra datato 1 luglio 2004, in occasione del 2-1 rifilato al Talleres Cordoba. Dopo aver collezionato 15 presenze e un gol, il centrale si trasferisce all’Independiente, mettendo a referto 49 apparizioni con performance costantemente sopra la media che gli consentono di guadagnarsi la chiamata dell’Anderlecht, che scuce 3 milioni di euro per il cartellino e lo mette sotto contratto. Con la maglia dei biancomalva Biglia si consacra a livello internazionale e acquisisce anche la fascia di capitano, grazie alle innati doti da leader silenzioso. In totale sono 303 le gare ufficiali disputate con il blasonato club di Bruxelles, impreziosite da 16 gol e ben 51 assist:  in bacheca 4 campionato e 1 Coppa del Belgio. Il 23 luglio del 2013 la Lazio ne ufficializza l’acquisto e nel corso del quadriennio romano, portato a compimento con un ruolino definitivo che consta di 16 reti e altrettanti assist in 133 presenze nelle varie competizioni, Lucas dimostra costantemente di poter fare la differenza, per quanto una serie quasi continua di noie fisiche ne infici la continuità di rendimento. Ma questa è storia nota. Adesso, per il salto di qualità nella piena maturità agonistica, Lucas ha sposato la causa rossonera. Quello appena firmato potrebbe essere l’ultimo contratto importante della sua carriera. E Biglia farà di tutto per riportare il Milan là dove merita, tra le grandissime d’Italia e d’Europa: a lui Montella ha consegnato le chiavi della cabina di regia. Ciak, si gira!

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