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Alfredo Pedullà

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28/05/15, 10.34 Unai Emery, il Re di Coppe
L'Europa League è un torneo molto lungo - basti pensare che dal primo preliminare alla finale passano circa 10 mesi - e molto complicato in cui entrano in gioco tantissimi fattori. Oltre alle solite variabili quali infortuni, squalifiche e stati di forma, hanno chiaramente un ruolo importante caso e fortuna: avere un girone più abbordabile o pescare un avversario nelle fasi finale che, almeno sulla carta, ha in rosa un tasso tecnico più basso può risultare davvero determinante in un percorso così lungo e ricco di ostacoli. Basti pensare ad esempio al fatto che tutte le certezze costruite nel corso della fase a gironi possono essere spazzate via da una delle 'grandi escluse' della Champions (le terze classificate ai gironi di Champions vanno in Europa League) che trovano un consolante Purgatorio in quella competizione che per molte altre squadre invece è un Paradiso conquistato sul campo. Insomma Caso e Fortuna - volutamente personificati - che, supportati chiaramente dai valori e dai meriti di una squadra, diventano davvero l'ago della bilancia in una competizione in cui partecipano formazioni provenienti da tantissimi paesi e con tassi tecnici così diversi tra loro e possono spingere una di queste squadre fino alla vittoria finale. Caso e Fortuna però possono essere determinanti in un'edizione, ma quando vinci per due volte consecutive il trofeo allora si tratta di altro. Si parla di altri fattori, si parla di strategia, di mentalità, di cura minuziosa dei dettagli e di altri elementi che contribuiscono a trasformare una squadra in una macchina perfetta che macina risultati su risultati fino al traguardo finale e in cui caso e fortuna - ora in minuscolo - diventano nient'altro che accessori. La macchina perfetta di cui stiamo parlando è ovviamente il Siviglia che è riuscita a trovare in Unai Emery un conducente preparato e capace di portare gli spagnoli ad alzare quel trofeo ambito da tutta Europa per la seconda volta in due anni.    La vittoria di ieri contro il Dnipro per 3-2 è un vero e proprio capolavoro che, tra le altre cose, consegna il Siviglia alla storia avendo vinto per ben 4 volte quella che ormai è l'ex Coppa UEFA (la compagine andalusa ha staccato così Juventus, Inter e Liverpool ferme a quota 3). Un'impresa quella di Emery perché ripetersi non è mai facile specie a questi livelli. Il tecnico spagnolo però è riuscito a far ripartire da zero la squadra, a ricominciare nuovamente un percorso che si era concluso con la vittoria della scorsa edizione e a centrare un'altra volta il trionfo in Europa anche grazie al contributo di quei giocatori che inevitabilmente ha valorizzato e portato alla ribalta internazionale: Carlos Bacca, autore di una doppietta in finale, è sicuramente stato uno dei protagonisti della cavalcata del Siviglia, ma anche giocatori come Rico e soprattutto Vidal grazie al lavoro svolto con Emery sono riusciti a conquistare la convocazione nella nazionale spagnola e ad attirare le attenzioni di alcuni dei club più importanti d'Europa. Attenzioni che, inevitabilmente, ha attirato anche Emery su cui punterebbero volentieri diverse squadre se non fosse che proprio il tecnico spagnolo, arrivato sulla panchina dei biancorossi nel 2013, ha ammesso di essere felice e di voler continuare con la sua attuale squadra. Ma di questo ci sarà tempo per parlarne, quel che conta ora è quanto eccezionale e sportivamente affascinante sia l'opera portata a compimento dal tecnico spagnolo e dai suoi ragazzi che, grazie alla vittoria in Europa League, l'anno prossimo giocheranno in Champions. Unai Emery è probabilmente l'emblema dell'allenatore moderno: giovane (44 anni), bravo nel valorizzare i giovani, abile tattico e soprattutto vincente. Il classico allenatore con cui puoi ripartire e creare un progetto che possa portare alla creazione di un gruppo vincente per più anni, nonostante tutte le difficoltà e il dover valorizzare al massimo quello che hai già in rosa. Le big d'Europa lo sanno bene e lo stanno già tenendo d'occhio, il Siviglia se lo gode nella speranza che resti e che possa raggiungere altri traguardi importanti: impresa non facile, certo, ma quando vinci due trofei europei in due anni tutto è possibile, specie per lui: Unai Emery, il Re di Coppe.     Foto: goal.com
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Esclusiva: Palmer-Brown, la Juve alza l'offerta. E ora...

27-02-2014, 11.23  -  Leggi gli articoli correlati
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Erik Palmer-Brown viaggia spedito verso la Juve. La riunione di ieri sera con il Kansas City ha dato gli esiti sperati. La Juve ha alzato l'offerta fino a 800 mila dollari più bonus: siamo ormai vicini alla definizione. Anche perché c'è il sì del difensore classe '97, contratto attuale in scadenza nel 2015. La riunione è stata proficua, l'intermediario Maurizio Franzone ha tenuto aggiornata la Juve nei minimi dettagli, siamo ad un passo dalla fumata bianca. Il numero uno del club americano è fuori sede, rientrerà nei prossimi giorni, è stato informato nei minimi dettagli dal suo direttore generale Peter Vermes, lo stesso che nelle scorse ore aveva furbescamente (e giustamente) negato qualsiasi tipo di accordo. Il Kansas City ha giocato al rialzo anche perché, per regolamento, il 33 per cento di qualsiasi operazione in uscita deve essere versato alla Lega americana. Negli ultimi giorni negli States si erano fatti vedere due emissari del Chelsea, pronti a presentare un'offerta, ma ormai la Juve ha accumulato un vantaggio importante. Ora l'operazione Palmer-Brown è davvero in dirittura, mancano soltanto le firme sui documenti. Essendo extracomunutario, l'idea è quella di portarlo alla Juve per la stagione 2015-2016 quando avrà già compiuto i diciotto anni. E nel frattempo è stata confermata la volontà di organizzare alcuni stage in Italia per permettergli di scoprire la nuova realtà, magari accompagnato dalla mamma e dai parenti che gli sono più vicini. La Juve ha alzato il pressing nelle ultime settimane, convinta da relazioni eccellenti su Palmer-Brown. E ora si prepara a raccogliere i frutti.

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