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Alfredo Pedullà

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23/11/14, 16.58 Di Natale, 200 gemme da vera superstar
Mancano 32 giorni a Natale, ma lui il regalo più grande se l'è già fatto. Lui, che la magica aria tipica del 25 dicembre ce l'ha anche nel cognome. Antonio Di Natale, 200 perle in serie A (182 con l'Udinese, 18 con l'Empoli): traguardo tagliato proprio contro la sua vittima preferita, quel Chievo punito ben 8 volte in carriera e contro cui ha segnato negli ultimi 4 match al Friuli. La marcatura di oggi non sarà valsa ai suoi compagni tre preziosi punti in classifica (colpa di Radovanovic, autore dell'1-1 a nove dal termine), ma per un attimo accantoniamo la logica di squadra ed esaltiamo il singolo. E che singolo: Totò aveva in testa quest'obiettivo dal secondo 23 di Udinese-Genoa dello scorso 2 novembre (gara persa 4-2), momento in cui ha raggiunto quota 199. La cifra tonda ora è in cassaforte ed è resa ancora più dolce dal triplo primato personale: 300 reti in carriera e 400 presenze in campionato. Empoli, Iperzola, Varese, Viareggio, ancora Empoli. E infine una vita nell'Udinese. Di Natale non ha mai militato in squadre di primissima fascia, pur avendo un talento meritevole di palcoscenici di livello mondiale. Nell'estate del 2010 il grande rifiuto alla Juventus: una scelta netta, una scelta di vita, l'ennesimo attestato di stima alla famiglia Pozzo che lo tratta come un re dall'estate del 2004, quando i bianconeri lo prelevarono dai toscani facendone il proprio punto di forza. A poco più di 10 anni di distanza i titoli sono ancora una volta tutti per lui: 161 gol di destro, 27 di sinistro, 12 di testa. E una classe a dir poco invidiabile. Oggi a fine partita ha dichiarato: "Tra sei mesi deciderò il mio futuro". Finché continui a regalare perle, caro Totò, davanti a te non può che esserci il calcio giocato. Per la (non) gioia delle difese avversarie...    
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IBSON, UN BRASILIANO DA…NON DIMENTICARE

04-02-2014, 11.02  -  Leggi gli articoli correlati
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Ibson Barreto Da Silva, noto semplicemente come Ibson, inizia la carriera da calciatore nella selezione giovanile del Flamengo, dove a soli 20 anni esordisce in prima squadra. Dopo due buone stagioni in Brasile, il centrocampista classe 1983 viene acquistato dal Porto. Con la maglia dei Dragoes mette in mostra una buona tecnica e una duttilità che gli permette di giocare in tutti i ruoli dal centrocampo in su: in due stagioni  contribuisce alla vittoria di due campionati, una Coppa e una Supercoppa di Portogallo. Nel 2007 torna in patria, di nuovo al Flamengo, dove vive le stagioni forse più positive della carriera: titolare inamovibile del club, scopre una discreta vena realizzativa, siglando 19 reti in 60 presenze. Le prestazioni del brasiliano destano l’interesse di molti club, lo Spartak Mosca in particolare decide di riportare Ibson in Europa. Anche nel club russo l’avventura del centrocampista dura 2 anni, vissuti tra alti e bassi, dove mette insieme il misero bottino di 3 reti. Le stagioni seguenti Ibson tenta di ritrovare stimoli e soprattutto un posto da titolare in Brasile, dapprima nel Santos con scarsa fortuna e poi nel Flamengo. Questa volta però il ritorno nel club che lo aveva cresciuto non è dei migliori, i tifosi lo accolgono con entusiasmo , ma la stagione con la maglia rossonera fila via con  una  sola rete e tante partite viste dalla panchina. In quest ultimo anno Ibson ha vestito la casacca del Corinthians: esperienza a dir poco negativa, tanto che i tifosi hanno accolto il suo addio con estremo piacere, mostrando in rete messaggi come “Grazie Bologna”. Si perché la carriera di Ibson proseguirà in Italia, l’ultimo giorno di mercato infatti è stato ingaggiato dalla società del presidente Albano Guaraldi. La nuova esperienza non è iniziata nel migliore dei modi , non per colpa sua stavolta, in una tragicommedia che ha visto il brasiliano arrivare all’aeroporto di Fiumicino senza trovare nessun rappresentante della società emiliana ad attenderlo. Nessuno da Casteldebole si era mosso per accogliere il nuovo acquisto, una gaffe che ha mandato su tutte le furie Guaraldi, il quale ha sospeso 4 dirigenti. Sicuramente avrà bisogno di tempo per adattarsi al calcio italiano, ma se riuscirà ad entrare negli schemi di Ballardini, sarà un buon rinforzo per la compagine rossoblu. Certo, se il buongiorno si vede dal mattino…

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