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ACCELERAZIONI, MUSCOLI E PERSONALITÀ: BRUNO MARTELLA, LA GIOIA DELLA PRIMA VOLTA

Per Bruno Martella poteva essere una domenica realmente indimenticabile: fino al minuto 92 di Crotone- Torino, infatti, la sua rete da rapinatore d’area di rigore (stop, controllo e mancino in buca ad angolo su assist di Simy) stava decidendo la contesa a favore della compagine pitagorica. Sarebbe stata una vittoria fondamentale per i calabresi, 3 punti che avrebbero consentito loro di arrivare addirittura a quota 8 mettendosi alle spalle ben sette squadre. Ma poi è arrivata la zuccata di Lorenzo De Silvestri, il più lesto dì tutti a fiondarsi sul pallone crossato da Ljajic dalla bandierina. Per le modalità, una beffa per il Crotone, ma va anche rimarcato come la banda Nicola fosse stata abbastanza cinica nel capitalizzare le principali occasioni da gol create. Per Mihajlovic, alla prima partita intera senza il totem Belotti, un risarcimento al 50% dei due punti buttati via prima della sosta nei convulsi minuti finali in casa contro il Verona. Tornando ai rossoblu, il pareggio di ieri è comunque servito a proseguire la striscia di risultati utili (arrivata a 3) e soprattutto ad aumentare sensibilmente l’autostima di un gruppo che la scorsa stagione, con un Falcinelli in più, aveva centrato la miracolosa salvezza all’ultima giornata all’esito di una rimonta da urlo.

Ma in fin dei conti per Martella il 15 ottobre del 2017 resterà comunque indimenticabile, una data da scolpire a caratteri cubitali nel suo percorso da professionista: quello di ieri infatti per il laterale sinistro è stato il primo gol in Serie A. “Lo aspettavo da tanto, finalmente è arrivato e ne sono felice, anzi colgo l’occasione per dedicarlo a mia moglie ed a tutta la mia famiglia. Dopo aver trovato il primo pareggio il Toro si stava affacciando più spesso in avanti, per fortuna sono riuscito a siglare quella rete ma poi è arrivata la beffa. Peccato perché abbiamo fatto una grande partita contro una signora squadra, che ha uno degli attacchi più forti del campionato. Però nel calcio succede anche questo, forse ci siamo chiusi un po’ troppo nel finale. Ma bisogna pensare positivo, a partire dalla gara con la Samp. Stiamo migliorando partita dopo partita, stiamo facendo bene tutti, dal primo all’ultimo”, queste le dichiarazioni rese nel dopo gara dell’Ezio Scida. In precedenza, Bruno aveva messo a segno altri 10 gol in carriera, mai però aveva assaporato la gioia più pura del gioco del calcio nel massimo campionato. D’altronde per lui questa è appena la seconda stagione in A, al di là del fatto che ad un terzino sinistro, per quanto ben strutturato (184 cm per 78 kg) e in grado di coprire tutta la fascia fungendo eventualmente da esterno del centrocampo a cinque, non si chiedono i gol bensì chiusure difensive, diagonali, sovrapposizioni e cross. Bruno, però, nato ad Atri (piccolo comune in provincia di Teramo) il 14 agosto del 1992, non ha mai disdegnato le proiezioni offensive: appena le circostanze lo consentono, sale a dar manforte all’ala sinistra del 4-4-2 di Nicola, tecnico che ormai ne conosce a menadito le caratteristiche. Cresciuto nel settore giovanile del Pescara, nel gennaio del 2011 il nostro personaggio de giorno si trasferisce alla Sampdoria, che lo aggrega alla Primavera (stessa categoria che aveva raggiunto in riva all’Adriatico) con Zaza e Icardi e poi inizia a farlo girovagare in prestito: ritorno fugace a Pescara (senza però scendere in campo con Zeman), Viareggio, Perugia, ancora Viareggio e Pisa. Buona gavetta, esperienze tutte accumulate in Prima Divisione, la terza serie corrispondente all’odierna Serie C. Poi, storia dell’8 luglio del 2014, a scommettere su di lui è il Crotone: Martella lascia a titolo definitivo il Doria, senza aver mai esordito in prima squadra, e in Calabria trova la sua dimensione ideale. Grande protagonista, con 3 gol e 8 assist in 33 presenze, nella straordinaria cavalcata – con Ivan Juric al timone – culminata con la prima, storica, promozione nell’Olimpo. Dal sogno di quel 29 aprile 2016 alla realtà divenuta abituale: Martella continua ad essere un punto fermo degli Squali, l’arrivo di Pavlovic non ne ha minimamente scalfito la titolarità. Delle sue accelerazioni sull’out di competenza, Davide Nicola, non ha intenzione di fare a meno: Bruno sta dimostrando con i fatti di valere la Serie A.

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